Professione rapper, di Valentina Olivato, edito da Agenzia Pensiero Creativo e recensito da Katia Ciarrocchi
Professione rapper – Valentina Olivato – Ylenia Romanelli (illustratrice) – Agenzia Pensiero Creativo – Pagg. 64 – ISBN 9791281926141 – Euro 10,00
Professione rapper di Valentina Olivato, illustrato da Ylenia Romanelli edito Agenzia Pensiero Creativo, è un piccolo romanzo che parla ai lettori giovani con la grazia e la forza dei racconti sinceri. Nella storia di Arturo, detto Arty, si intrecciano sogni, parole e musica.
Il
suo desiderio di diventare rapper diventa un cammino di scoperta e di
libertà, un modo per esprimersi e per trovare spazio dentro il
mondo.
Il
rap, in queste pagine, è un linguaggio che nasce dal bisogno di
raccontarsi, di dare voce alle emozioni e alle paure. Arty scrive
rime per capire sé stesso e per dare un ritmo alle giornate che
cambiano, agli incontri che lo spingono a crescere. Quando conosce
Amir, un nuovo compagno arrivato da lontano, il rap diventa anche una
lingua comune, un ponte che unisce due mondi e due sensibilità
diverse.
Nella
musica i confini si sciolgono e le differenze si trasformano in
dialogo.
La
scrittura di Olivato è
vivace ma delicata, ogni frase ha un ritmo interno che ricorda il
battito di una canzone, si percepisce la leggerezza della voce
infantile, ma anche la profondità delle emozioni che attraversano la
crescita. Il tono rimane sempre vicino alla realtà dei bambini,
capace di dare valore alle piccole cose quotidiane e alla fantasia
che le trasforma.
Le
illustrazioni in bianco e nero di Ylenia
Romanelli accompagnano
il testo con una sensibilità rara, non aggiungono colore, ma luce e
respiro. I tratti essenziali disegnano figure e momenti che si
muovono tra sogno e concretezza. Ogni immagine sembra una pausa
musicale, un respiro dentro la narrazione. Il bianco e nero diventa
specchio dei contrasti che abitano i protagonisti, la ricerca di
equilibrio tra timidezza e coraggio, tra realtà e
immaginazione.
Professione
rapper è
un libricino che parla di creatività come atto necessario, di
amicizia come forma di conoscenza, di parole come strumento per farsi
capire e per capire gli altri. È un invito a credere nella propria
voce e a non aver paura di usarla, anche quando sembra troppo piccola
o troppo diversa.
Leggerlo
significa ritrovare il piacere delle storie che sanno insegnare senza
spiegare, che lasciano spazio al pensiero e al sentimento perché
custodisce una verità semplice e profonda: ognuno di noi, a modo
suo, cerca un ritmo che lo rappresenti.
Katia Ciarrocchi

