Dispense filosofiche, di Emil Cioran - Joker Edizioni
Dispense filosofiche
di Emil Cioran
Joker Edizioni
Pagg. 172
ISBN 978887536596-7
Prezzo Euro 16,00
A cura di Arlindo Hank Toska
Traduzioni di Magda Arhip
Postfazione di Giovanni Rotiroti
Il
presente volume raccoglie parte delle dispense di Emil Cioran redatte
tra il 1928 e il 1931, negli anni della sua formazione universitaria
a Bucarest. Si tratta di materiali eterogenei – appunti di corso,
riassunti, analisi critiche, brevi saggi e frammenti tematici – che
documentano in modo diretto il laboratorio intellettuale del giovane
pensatore. Queste carte non furono concepite come testi destinati
alla pubblicazione, ma come strumenti di studio, esercizi di
assimilazione dottrinale e prime prove di elaborazione concettuale.
La seconda parte del lavoro includerà le cosiddette Dispense
letterarie,
dove Cioran si confronta con i maggiori scrittori e pittori della
tradizione occidentale.
La
scelta delle dispense incluse nel presente volume si basa su un
criterio tematico volto a mettere in luce tre assi fondamentali della
formazione cioraniana: Filosofia, Religione-Antropologia e Tragico.
Tale suddivisione non impone un ordine artificiale ai materiali, ma
consente di cogliere le linee di forza che attraversano l'intero
corpus: l'assimilazione critica dei sistemi filosofici; l'interesse
per una descrizione dell'uomo che intreccia antropologia e
religione; e l'emergere precoce di una concezione tragica
dell'esistenza che anticipa la cifra espressiva delle opere
mature.
Le
dispense provengono dal fondo dei manoscritti romeni di Cioran resi
noti in occasione dell'asta parigina del 2011, durante la quale
furono recuperati numerosi documenti del periodo 1927-1947. L'intero
lotto venne acquistato dal collezionista romeno George Brailoiu, che
ne dispose successivamente la donazione alla Biblioteca Academiei
Române, oggi responsabile della loro conservazione.
Tra
gli 82 lotti messi all'asta all'Hotel Drouot Richelieu di Parigi
figurano, tra le tante carte, “Il tragico quotidiano”,
“L'adolescenza”, “Max Stirner”, “L'intuizionismo
contemporaneo”, “Considerazioni sul problema della conoscenza in
Kant”, Il
libro delle lusinghe, Lacrime e
santi –
oltre
a cartoline e lettere indirizzate a genitori e altri parenti,
fotografie, la laurea in filosofia e lettere datata 23 giugno 1932 e
documenti.
Le Dispense sono
incluse nell'edizione istituzionale delle Opere,
vol. II (Academia Româna / Fundatia Nationala pentru Stiinta
si Arta), che integra i documenti giovanili sotto la sezione
dedicata ai Manuscrise.
Pertanto, la presente raccolta si basa sulle stesse tracce
documentarie indicate dall'edizione istituzionale.
Le
fonti pubbliche documentano inoltre l'avvio di un progetto
istituzionale volto alla digitalizzazione e alla catalogazione dei
manoscritti, affinché possano essere messi progressivamente a
disposizione della ricerca; al momento della redazione di questa
nota, tuttavia, l'accesso pubblico e la catalogazione dettagliata
(inventari completi con titoli, datazioni e descrizioni puntuali di
ogni fascicolo) possono risultare parziali o in fase di
completamento.
Emil
Cioran,
secondogenito di Emilian Cioran e Elvira (Comaniciu) Cioran, nasce
l'8 aprile 1911 a Resinár – all'epoca cittadina
austro-ungarica e oggi conosciuta come Rasinari –, ubicata nel
distretto di Sibiu nella regione storica della Transilvania.
Il
padre era il prete ortodosso del villaggio e suo nonno, Serban
Cioran, svolgeva l'incarico di economo sempre all'interno della
chiesa. La madre Elvira proveniva da un ambiente sociale benestante:
era figlia di un notaio pubblico al quale l'impero austro-ungarico
aveva conferito il titolo di barone.
Durante
la prima guerra mondiale, i genitori di Emil, come molti
intellettuali di origine romena, furono confinati dalle autorità
austro-ungariche; il padre a Sopron (Ödenburg) e la madre a Cluj
(Klausenburg), lasciando i figli alle cure della nonna a
Rasinari.
Dopo
gli studi classici compiuti al liceo Gheorghe Lazar di Sibiu,
all'età di diciassette anni Cioran iniziò a studiare filosofia
presso l'Università di Bucarest. Frequentando l'università,
ebbe modo di fare conoscenza con Eugène Ionesco e Mircea Eliade, con
cui rimase in buoni rapporti di amicizia per tutta la vita. Altri
amici stretti furono il filosofo Constantin Noica e il pensatore
“socratico” Petre Tutea (noto poi come militante ortodosso
antisemita e dissidente anticomunista), influenzati anch'essi dal
controverso maître à penser Nae Ionescu.
Avendo
un'ottima conoscenza della lingua tedesca, i suoi primi studi
s'incentrarono prevalentemente su filosofi quali Immanuel Kant,
Arthur Schopenhauer e, soprattutto, Friedrich Nietzsche.
Prima
di pubblicare il suo primo libro, Pe
culmile disperarii (1934),
ottenne una borsa di studio presso la fondazione Humboldt,
grazie alla quale si trasferì a Berlino nel 1933, dove
entrò in contatto con Nicolai Hartmann e Ludwig
Klages, poi a Dresda e a Monaco di Baviera, dove assisté
all'instaurazione della dittatura hitleriana e alla sua
definitiva presa di potere nella notte dei lunghi coltelli
(1934).
Pur
professando il suo scetticismo> verso tutti gli
idealismi e dichiarandosi persecutore dell'utopia, in quegli anni
si entusiasmò di fronte al vitalismo e al misticismo
dei nazisti.
Al
suo rientro in Romania, nel 1935, ebbe rapporti, fino alla vigilia
della seconda guerra mondiale, con il locale movimento fascista della
Guardia di Ferro, senza però aderirvi effettivamente.
Avvenne
in questi anni, tra il 1936 ed il 1937, la pubblicazione dei
successivi tre libri di Cioran in romeno, tra cui Schimbarea
la fata a României (Trasfigurazione
della Romania), pubblicato alla fine del 1936, che gli valse
l'etichetta di anti-semita (sebbene, nonostante alcuni accenti
xenofobi, il libro sia principalmente l'espressione di un
paradossale “regolamento di conti” con la società romena).
Dal
1937 Cioran è in Francia, dove assiste con preoccupazione allo
scoppio della seconda guerra mondiale, e da dove, dal 1941, non si
muoverà più. Dal 1940 in poi, e ancora di più nel dopoguerra,
cambiò radicalmente idea anche sugli ebrei, definendo ognuno di loro
come suo “fratello nel dolore”, e ciò ancor prima che venisse
fatta piena luce sullo sterminio avvenuto per mano nazista. Già
all'epoca dell'invasione tedesca della Francia, egli aveva
maturato una fortissima avversione per le sue precedenti idee,
rinnegando il suo pamphlet del 1936.
Nel
1937 si trasferì come detto in Francia con una borsa di studio
dell'istituto francese di Bucarest per fare una tesi di dottorato.
Continuò a scrivere gli ultimi testi in romeno, la maggior parte
rimasti inediti, fino alla fine della guerra. Nel 1946 il governo
rumeno installato dai sovietici, con la monarchia disciolta
definitivamente nel 1947, e a guida comunista con primo ministro
Petru Groza, gli vietò il ritorno come ex “simpatizzante
legionario”. Cioran non rientrerà più in Romania, neanche dopo la
rivoluzione romena del 1989, a causa di problemi di salute che lo
colpiranno in età avanzata. Dal dopoguerra al 1989, quando il regime
comunista rumeno lo privò della cittadinanza e divenne apolide,
Cioran visse poi con lo status di rifugiato a Parigi, non chiedendo
mai la naturalizzazione francese.
Colto
dalla malattia di Alzheimer intorno agli anni novanta, morì a Parigi
il 20 giugno 1995 all'età di 84 anni.

