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La resa dei conti, di Mimmo Franzinelli, edito da Mondadori

La resa dei conti, di Mimmo Franzinelli, edito da Mondadori

La resa dei conti.

Dalla guerra civile alla violenza postbellica, il caso di Sant'Eufemia

di Mimmo Franzinelli

Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

Storia

Pagg. 312

ISBN 9788804816218

Prezzo Euro 24,00



Quando non c'è giustizia




Quando finisce una guerra civile, che è sempre il più atroce dei conflitti, non è che tutto cessi, non è che l'odio che si è accumulato svanisca di colpo, perché sparisca quella carica di energia negativa che si è cementata è necessario che la giustizia prenda il sopravvento sugli istinti individuali, che punisca effettivamente chi si è reso colpevole di misfatti; in mancanza c'è il rischio concreto di una giustizia fai da te ed è di questo che parla Mimmo Franzinelli nel suo ultimo interessantissimo saggio La resa dei conti. In particolare esamina una strage compiuta nel maggio del 1945 a Sant'Eufemia, nei pressi di Brescia, da un gruppo di ex partigiani che imprigionò e soppresse una quarantina di persone fra ufficiali della famigerata X Mas, funzionari della Repubblica sociale italiana e civili di ispirazione politica fascista.

L'autore comincia giustamente dall'inizio del fenomeno resistenziale, cioè dalla formazione delle prime basi partigiane dopo l'8 settembre 1943 in quella che è la valle di primaria importanza per lo sforzo bellico, la Valtrompia dove ci sono diverse industrie di armi fra le quali primeggia la Beretta. Già qui il saggio si presenta di notevole interesse perché diventa la storia del partigianato nella provincia di Brescia, una storia fatta di entusiasmi, di delusioni, di fame, di paura, di rastrellamenti, di eccidi subiti, per non parlare delle torture a cui venivano sottoposti i cosiddetti ribelli presi prigionieri. E' una storia certo di formazioni, ma soprattutto di uomini, capaci di attrarre a sé altri compagni di lotta e alcuni per far questo non esitano a sopprimere i possibili concorrenti. Fra i capi dei ribelli spicca un nome, tale Luigi Guitti, più conosciuto con il nome di battaglia di Tito Tobegia. Sarà lui con i suoi uomini a rendersi protagonista della strage di Sant'Eufemia, avvenuta in un periodo storico in cui la giustizia, ancora amministrata da magistrati del regime fascista, aveva più di un occhio di indulgenza nei confronti di quei fascisti che si erano macchiati di crimini orrendi, tenendo tuttavia una mano pesante nei confronti dei partigiani. Purtroppo, l'impunità per chi aveva commesso gravi crimini sotto il passato regime, unita alla constatazione dei favori a loro riservati, quando chi li aveva combattuti si sarebbe atteso un'esemplare punizione e un paese defascistizzato, fece credere a molti che la Resistenza fosse stata tradita. Questa tolleranza si manifestò non da subito, ma da quasi subito anche per il nascere di quel conflitto senza spari chiamato guerra fredda, ma molto probabilmente, come lascia intendere Franzinelli, è stato in larga parte dovuta al radicamento del fascismo avvenuto nel ventennio, il che ha impedito agli italiani di fare i conti con il passato, di modo che il pericolo di un ritorno di questa esecranda ideologia non è mai tramontato.

L'indagine di Franzinelli è meticolosa e asettica, lo storico bresciano vuole capire il come e il perché di questa violenza, senza sconti per nessuno, e vi riesce in modo esemplare. In questo modo La resa dei conti è un saggio di grande valore non solo storico, ma anche civile; nella narrazione non c'è assolutamente retorica, il fatto viene descritto così come è accaduto e non ci sono atteggiamenti moralistici, che avrebbero potuto essere motivo di accuse da una parte o dall'altra, non presenta vocazioni sensazionalistiche, né certe morbosità, riscontrabili in genere in testi che hanno praticato un'incompleta e inaffidabile revisione di quanto accaduto nel periodo immediatamente seguente la liberazione.

La resa dei conti è il libro che ci voleva per capire tante cose e proprio per questo ritengo che la sua lettura sia senz'altro raccomandabile.



Mimmo Franzinelli (Cedegolo, 1954) studioso del fascismo e dell´Italia repubblicana, componente del comitato scientifico dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione "Ferruccio Pari", è autore di numerosi libri, fra cui: per Bollati Boringhieri, I tentacoli dell´Ovra (1999, premio Viareggio 2000), Rock & servizi segreti (2010) e Autopsia di un falso. I Diari di Mussolini e la manipolazione della storia (2011); per Mondadori, L´amnistia Togliatti (2006), Il delitto Rosselli (2007), Beneduce. Il finanziere di Mussolini, con Marco Magnani (2009), Il Piano Solo (2010), Il prigioniero di Salò (2012), Tortura (2018); per Rizzoli, La sottile linea nera (2008). Con Feltrinelli ha pubblicato: La Provincia e l´Impero. Il giudizio americano sull´Italia di Berlusconi, con Alessandro Giacone (2011), Delatori. Spie e confidenti anonimi: l´arma segreta del regime fascista (UE 2012), Il Giro d'Italia. Dai pionieri agli anni d'oro (Feltrinelli, 2013), - per gli Annali della Fondazione Feltrinelli - Il riformismo alla prova. Il primo governo Moro nei documenti e nelle parole dei protagonisti (ottobre 1963-agosto 1964), con Alessandro Giacone (2013) e Fascismo anno zero (Mondadori 2019), Croce e il fascismo (Laterza 2024), Mussolini racconta Mussolini (Laterza 2024), Colpire Mussolini (Mondadori, 2025); con Marina Cardozo: Gli artigli del Condor (Einaudi, 2025).



Recensione di Renzo Montagnoli