I guardiani della laguna, di Paolo Lanzotti, edito da TEA
I guardiani della laguna.
Venezia 1753. La prima indagine di Marco Leon, agente dell'Inquisizione di Stato
di Paolo Lanzotti
Edizioni TEA
Narrativa
Pagg. 384
ISBN 9788850265459
Prezzo Euro 13,00
Una piacevole sorpresa
La lettura di questo intrigante romanzo di ambientazione storica deriva da un mio errore; infatti dal circuito bibliotecario ne avevo preso in prestito un altro dallo stesso autore, accorgendomi da subito, dalle prime pagine, che avevo scelto l'episodio di una serie. Onde comprendere meglio quanto i miei occhi vedevano è stato naturale lasciare la lettura per cercare di andare in ordine cronologico, partendo dal primo, appunto da questo I guardiani della laguna.
La trama si svolge nella seconda metà del XVIII secolo a Venezia, in pieno Carnevale, ed è sostanzialmente un'indagine di polizia per effettuare la quale l'Inquisitore Alvise Benedetto Geminiani si avvale di un corpo speciale di cui tutti, tranne il Consiglio dei Dieci, non hanno conoscenza. Sono chiamati gli Angeli Neri e il loro capo è Marco Leon, un giovane di una famiglia nobile decaduta.
La vicenda è particolarmente intricata, perché nell'indagine per scoprire l'omicidio del rampollo di una famiglia nobiliare particolarmente in vista si inerisce la ricerca del Francese, un pericoloso avventuriero, nonché spia internazionale. In genere quando la trama consiste nel perseguimento di più obiettivi è facile che si ingeneri una certa confusione, ma questo non è il caso, perché l'autore Paolo Lanzotti procede con mano sicura.
Per ovvi motivi, dato il genere, non vado oltre a parlare della vicenda, preferendo soffermarmi sulle caratteristiche intrinseche dell'opera che rivelano un narratore capace di ideare una struttura solida che procede spedita con buon ritmo, una caratteristica che non potrà che apprezzare il lettore. Peraltro, l'ambientazione, con il famoso carnevale veneziano, è veramente ottimale, tanto che le immagini delle maschere, della gente che va in giro con i più svariati travestimenti scorrono davanti agli occhi e si ha l'impressione perfino di udire le grida sguaiate.
Particolare cura poi l'autore ha avuto nel caratterizzare il personaggio principale, Marco Leon, a cui ha anche dedicato una caratteristica psicologica particolare, un tormento che mai lo abbandona e che ogni tanto prepotente si ripresenta, il tutto dovuto a una sfortunata esperienza matrimoniale.
Fra feste, risa, omicidi vari si inserisce poi anche un'abbozzata attrazione amorosa, a cui l'autore ha saputo dedicare un pudico accenno con frasi scritte in punta di penna.
Nel caso non si fosse capito, il romanzo mi è piaciuto, al punto che ho già in animo di leggere il secondo volume della serie di complessivi sei.
Paolo Lanzotti è nato a Venezia e si è laureato in filosofia all'Università di Padova. Lettore onnivoro, con predilezione per la divulgazione storica e quella scientifica, ama la musica classica e il teatro di prosa. È autore di diversi romanzi gialli e libri per ragazzi. Il canto del corvo è il sesto romanzo della serie «Le indagini di Marco Leon», dopo I guardiani della laguna, Le ragioni dell'ombra, Le carte segrete della Serenissima, L'alchimista della laguna e L'enigma della maschera, già pubblicati in Tre60. In edizione tascabile TEA è uscito Il circolo dei congiurati, un nuovo caso per l'ex funzionario di polizia Teodoro Valier, già protagonista de La voce delle ombre (Mondadori 2017).
Recensione di Renzo Montagnoli

