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Il castello di Pandino, di Renzo Montagnoli

Il castello di Pandino, di Renzo Montagnoli

Il Castello di Pandino

di Renzo Montagnoli



In provincia di Cremona si trova nel comune di Pandino un castello risalente al XIV secolo. Il pregio particolare della fortezza risiede non solo nella sua struttura che ne fa una delle costruzioni militari più significative del periodo visconteo, ma anche nel suo eccellente stato di conservazione.

Venne edificato per volontà di Bernabò Visconti, signore di Milano, in un'epoca non esattamente determinabile, ma che si può calcolare con notevole approssimazione nei primi anni della seconda metà del XIV secolo. Di una data si è certi e cioè il 1357 in forza di una lettera che Bernabò inviò da Pandino, circostanza che fa ritenere che il maniero all'epoca fosse almeno abitabile.

Venne edificato indubbiamente per scopi militari, ma il suo fondatore ritenne dovesse rappresentare non una severa e povera struttura difensiva, ma anche una residenza signorile che costituisse la base per battute di caccia, la sua grande passione.

La costruzione ha comunque una struttura semplice, a pianta quadra, con ogni lato lungo 66 metri ed è dotato di due ingressi, uno per così dire di servizio sul lato nord, e uno principale su quello sud. A difesa ulteriore l'edificio aveva un ampio fossato, per superare il quale ovviamente furono previsti e realizzati dei ponti levatoi. Agli angoli quattro torrioni pure quadrati, di cui due tuttavia nel XIX secolo furono dimezzati; per le mura si utilizzarono mattoni rossi, limitando la pietra ad alcuni punti a forte usura. Il castello si sviluppa su due piani, quello inferiore con sei arconi che si aprono sulla corte interna, e quello superiore, caratterizzato da un esteso loggiato. Le torri, ovviamente più alte, si elevano su tre piani, con la presenza di numerose feritoie e caditoie.

A piano terra figurano ampi saloni, probabilmente destinati a rappresentanza o a banchetti, nonché camere necessarie per il funzionamento dell'opera, quali cucine, magazzini e perfino una prigione. Al piano superiore invece si trovano camere e saloni destinati a un uso più intimo, come per esempio la camera da letto di Bernabò.

Il castello di Pandino è caratterizzato da una notevole ed estesa decorazione pittorica, che rappresenta un pregio di notevole livello, anche perché in Lombardia non c'è nulla di simile.

Bernabò Visconti non riuscì a fruire a lungo della fortezza che aveva tanto desiderato, perché come noto il 6 maggio 1385 fu vittima di un colpo di stato architettato dal nipote Gian Galeazzo Visconti che però, morendo nel 1402, lasciò il ducato con tutti i suoi castelli al figlio minorenne Giovanni Maria; governò, in sua vece, la madre, ma a quanto pare con poca capacità e altrettanto poco fortuna, tanto che già nel 1403 subentrarono i fratelli Benzoni; i nuovi padroni però durarono poco perché nel 1414 si verificò il ritorno dei Visconti con Filippo Maria. Non erano però tempi di pace, ma questa volta in modo incruento e per successione il ducato passò a Ludovico Maria Sforza, più conosciuto come Ludovico il Moro.

Del castello di Pandino vennero poi infeudati i Sanseverino, ma stante l'incapacità di questi di conservarlo con le indispensabili manutenzioni nel 1547 venne disposta la cessione del feudo a un alto funzionario del ducato, don Francisco Duarte. Poco a poco la fortezza perse la sua funzione difensiva, diventando una residenza di campagna, e nel 1552 il feudo fu ceduto alla famiglia D'Adda che vi si insediò con l'intenzione di rimanervi a lungo e infatti occorrerà arrivare alla seconda metà del secolo scorso per vedere un nuovo proprietario del castello, lo Stato italiano.

In un arco di tempo così lungo la fortezza ha subito parecchie trasformazioni, per non parlare dei restauri, che sono ancora in corso.

Come sempre, quando faccio visita a questi monumenti a cui la polvere del tempo fornisce un ulteriore fascino, appena varcata la soglia d'ingresso la mia fantasia comincia a galoppare e così i cortili, le sale, i camminamenti si animano di personaggi dell'epoca. Non resto però uno spettatore passivo perché nel ricreare dentro di me un'epoca divento io stesso personaggio, tanto che mi si fa incontro, con il suo volto austero, Bernabò Visconti che pare dica che mi si aspettava per dare inizio alla festa. Aitanti uomini d'arme, leggiadre fanciulle, soldati di guardia e di scorta popolano la mia fantasia a cui sono costretto rapidamente a rinunciare tornando ai tempi nostri se voglio proficuamente proseguire la visita.



Orari di visita


Venerdì: 10.00/12.00

Sabato: 10.00/12.00 - 15.00/17.00

Domenica: 10.00/12.30 - 15.00/18.00





Prezzi dei biglietti



adulti € 7,50
– ridotto € 5,00 (adulti over 65 e visitatori dai 6 ai 18 anni)
– gratis fino a 6 anni, diversamente abili con un accompagnatore, guide turistiche munite di tesserino di abilitazione.


Come arrivare in auto


Da Cremona e da Milano tramite strada Provinciale ex Strada Statale 415 Paullese.




Ospitalità


https://www.bedandbreakfast.it/it/pandino



https://www.paginebianche.it/lombardia/pandino/ristorante.html



Fonti:


https://www.pianuradascoprire.com/destinations/il-castello-visconteo-di-pandino/


https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A060-00388/


https://www.turismocremona.it/it/castello-visconteo-di-pandino-0



N.B.: Le foto sono state reperite in diversi siti Internet