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L’ombra, di Niculina Oprea

L’ombra, di Niculina Oprea

L'ombra

di Niculina Oprea



Queste orme non sono mie

né lo è quest'ombra

quest'ombra sempre crescente

che inghiotte ciò che ho di più caro

fino al momento in cui anche lo specchio

viene obliterato

da un'enorme macchia nera –

Non mi dispiacerebbe, mi dico, se solo ci fosse la luna piena

Oltre le tende il sole sta fermo

come se fosse complice

dello scuoiamento –


nessuna cerimonia

nessun membro della famiglia è presente

solo io e l'ombra

se mi dirigo verso la finestra

l'ombra cancella la finestra

se mi dirigo verso la porta

l'ombra cancella la porta

Penso che quest'ombra sia la mia morte

guarda che sangue nero come la pece

sgorga dalla mia carne

nemmeno la pianta dei piedi riesco a riconoscere

poiché sono ricoperti di fango nero

nero come le acque del Mar Nero a Bolaman


nessun candore di neve

potrà mai più illuminarmi sul fatto

che i vivi vivano insieme

e che i morti siano morti insieme –

una voce sconosciuta

canta dall'interno del muro buio.


Da Solo io e l'ombra (Il cuscino di stelle, 2024)