Il figlio, di Daniela Raimondi
Il figlio
di Daniela Raimondi
Non sapevo della gioia
che dà il maschio alla femmina
quando la entra con il poderío
di una nave splendente.
Mistero del sangue.
Prima del cambio di luna
lui mi rese gravida
come fanno i montoni con le pecore,
i cavalli e le giumente.
Nove mesi dopo ti partorisco
nel dolore e nel sangue
come fanno i gatti, gli agnelli
tutte le bestie che nascono a primavera.
Ti spingo verso la vita mareata di luce,
mai così sola nel mondo.
Mi strappi la carne,
ti fai spazio tra le mie anche
e io grido e grido e grido,
fino a che un nuovo mondo
esce tra le mie gambe.
Il tuo respiro ferma l'alba e il tempo.
Sei bagnato di vita,
coperto da un velo di bianco.
Eri tu che l'angelo annunciava a Maria,
tu la stella che guidò re e pastori
nella notte più chiara.
Da La donna più vecchia del mondo (peQuod, 2025)

