Il mondo in guerra e la ricerca di un Pastore, di Sergio Menghi
Il mondo in guerra e la ricerca di un Pastore
di Sergio Menghi
La guerra in Ucraina e in tanti altri angoli del mondo è un'ombra che si allunga oltre i confini. Una guerra non resta mai dove nasce: si allarga alle economie, alla politica, ai rapporti tra gli Stati. È come una malattia silenziosa che si diffonde senza fare rumore.
Siamo reduci dal Covid, che almeno la scienza poteva contenere. Ma la scienza, in guerra, produce armi. E ogni arma apre nuovi scenari di instabilità. Si combatte per il potere, per le materie prime, per costruire un nuovo ordine sociale dove a prevalere saranno i più forti, i più ricchi, o i più adattabili.
Il tempo — la variabile più difficile da misurare — è sempre in agguato. Non sappiamo cosa ci aspetta né quanto durerà questa incertezza.
In mezzo a tutto questo resta la solidarietà, che può aiutare i più deboli. Ma va sorvegliata: spesso diventa un modo per arricchire i corrotti e gli speculatori.
La sensazione generale è quella dello smarrimento. Un gregge disperso senza un pastore visibile. E forse l'unica figura che può riportare ordine non appartiene alla politica, ma alla fede: una presenza spirituale che guida senza imporsi.
È lì che, nonostante tutto, molti di noi ripongono ancora una speranza.

