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Versanti di-versi, di Aurelio Zucchi, edito in proprio

Versanti di-versi, di Aurelio Zucchi, edito in proprio

Versanti di-versi

di Aurelio Zucchi

Edito in proprio

Poesia

Pagg. 137

ISBN 9798263941833

Prezzo Euro 15,59



Una raccolta senz'altro riuscita



Aurelio Zucchi è un artista eclettico, sia come genere, spaziando infatti dalla narrativa alla poesia, sia come tematiche svolte. La sua creatività, particolarmente feconda, è ben supportata da uno stile che, pur affinandosi con l'esperienza, ha alla sua origine una facilità di espressione che molto conta nella qualità delle sue opere. Da quando poi ha lasciato l'attività lavorativa, grazie al maggior tempo libero così ottenuto, si è gettato anima e corpo nella composizione soprattutto di poesie, presentate in diversi concorsi con risultati più che lusinghieri.

Versanti di-versi rientra in questa sua più recente produzione e costituisce un lavoro in cui ben risalta la duttilità dell'autore, accompagnata dai frutti di un'esperienza maturata nel tempo e che ha saputo sedimentare, uno strato dopo l'altro, così da ottenere una costruzione solida, ma anche al tempo stesso snella, come in I sogni che non ho fatto mai ( Respirano tra melodie impossibili / scritte da mano d'angelo all'istante / senza l'ausilio di nemmeno una / di quelle sette note che conosco / / E suonano, suonano incessanti / con i violini buffi ai quali poi darò / i nomi di fantastiche meduse / e posti sacri dove custodirli // E vibrano, vibrano da dio / toccando corde di chitarre vento / sicuramente meglio di certi cuori / intensi, innamorati da impazzire. // E odorano, odorano di rosa / la specie più esclusiva inesistente / aspettando che almeno li accarezzi, / i sogni che non ho fatto mai). Già a prima lettura si ha la sensazione di avere sotto gli occhi qualcosa di pregevole, anche se occorre almeno una seconda attenta osservazione per comprendere il motivo ed è in questo caso che ci si accorge del notevole lavoro introspettivo svolto dall'autore, che non si ferma all'apparenza del verso, ma che scava per esporre un concetto di certo non di facile comprensione. Al riguardo mi sembra di aver capito che Zucchi intenda dire che la perfezione di quei sogni che non sono realizzati è in grado di superare ciò che in realtà è l'amore umano, in cui la passione concreta, reale, è spesso caotica, imperfetta, mentre la melodia del sogno che non si è mai fatto è celestiale, tanto da tendere al misticismo; se proprio si vuole sintetizzare si può dire che nella poesia si esalta l'ideale rispetto al reale e in tal senso il nostro io, lo scrigno segreto di ogni individuo, non è formato solo da ciò che siamo stati, cioè da eventi vissuti e di cui abbiamo memoria, ma anche da tutto quello che avremmo potuto realizzare o anche solo immaginare. La conseguenza di questo concetto è un invito a osare, a non temere e non mettere limiti a quelle che sono le nostre potenzialità e di cui spesso non conosciamo la portata, in un autentico trionfo della più ampia libertà creativa.

E questo è solo uno dei temi affrontati, perché come ho accennato ce ne sono molti altri, di caratteristiche più liriche come quelli della madre, senza però mai trascendere, versi venati dalla malinconia per la persona che non c'è più, ma che non sono gridati, sono sussurrati, acquarelli dipinti in punta di pennello (.../ Disegnami un sorriso / quand'è inceppato il mio cammino, / assorto io a contemplare i bordi / dimenticando di puntar la meta, / la vita, come tu l'hai definita. / …).

Potrei andare avanti ancora, perché spunti non mancano, anzi abbondano, ma il tempo è tiranno e poi, a essere sinceri, più delle mie parole contano – e cantano - i versi di questa raccolta, da leggere, senza dubbio.


Aurelio Zucchi è nato il 7/2/1951 a Reggio Calabria. Città nella quale ha vissuto fino al conseguimento del diploma di Geometra. Dal 1970 vive a Roma. E' sposato con Rosaria Caporilli e ha due figli, Gabriele e Simone. Come scrittore ha esordito con “Viaggio in V classe” (Edizioni Il Filo, Prefazione di Pietro Zullino. Questo romanzo, pubblicato nel 2006, rappresenta per lui un valore assoluto. Notevole è la produzione soprattutto di poesie e numerosi e di rilievo i premi vinti in concorsi letterari.


Renzo Montagnoli