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Storia d’amore e d’archeologia, di Marinella Fiume, edito da Algra

Storia d’amore e d’archeologia, di Marinella Fiume, edito da Algra

Storia d'amore e d'archeologia

di Marinella Fiume

Algra Editore

Narrativa

Pagg. 172

ISBN 978-88-9341-861-4

Prezzo Euro 14,00


La magia di Casa Cuseni


Se c'è una caratteristica di Marinella Fiume è quella di dare vita a opere che si contraddistinguono innanzi tutto per l'originalità. E anche questa Storia d'amore e d'archeologia procede su un triplice binario, una linea ideale in cui coesistono, senza mai stridere, la narrativa, la biografia e anche la saggistica. Probabilmente se nel raccontare di questo strano idillio fra l'inglese Daphne Phelps e il rumeno Dinu Adamesteanu avesse privilegiato la sua fertile creatività sarebbe nata una prosa magari leggibile, ma di interesse limitato; invece nell'inquadrare la vicenda nel panorama paradisiaco di Taormina e in particolare nella Casa Cuseni, ereditata dalla protagonista dallo zio e utilizzata come residence in cui affluirono parecchi artisti di nazionalità diverse, l'autrice catanese finisce con il dar vita a un ibrido che presenta particolari motivi di interesse, in pratica offrendoci uno spaccato di vita in cui realtà e fantasia coesistono abilmente, senza mai venire in contrasto. I due personaggi poi sono caratterizzati da un destino comune, quello di essere, per motivi diversi, degli esuli, che in Sicilia trovano una seconda patria e le cui attività sono fortemente simboliche. Infatti l'archeologo rumeno nel praticare gli scavi è come se fosse alla ricerca delle proprie radici, mentre per quanto concerne la neuropsichiatra inglese occuparsi assiduamente della villa può apparire come una forma di amore culturale verso la terra che la ospita. L'idea poi che a raccontare il tutto sia la nipote di un'amica di uno dei due personaggi, cioè di Daphne, presenta il notevole vantaggio di un terzo che, venuto dopo, scava come archeologa e scopre gli aspetti del passato, rappresentato soprattutto da un plico di lettere legate da un nastro rosso che la Phelps conservò gelosamente fino alla sua morte.

Non era facile far convivere tre generi letterari, ma Marinella Fiume ha escogitato un sistema a quadri, una progressione in cui ognuno parla di sé nel contesto generale, probabilmente frutto dell'osservazione delle pale d'altare, dove a quadri sono rappresentate vite di santi, oppure quella di Gesù Cristo.

L'escamotage è tale da rendere non greve la lettura e da consentire al lettore di volta in volta di fare il punto della situazione, con opportune riflessioni.

Se le figure dei due protagonisti per cause diverse possono costituire motivo di interesse, credo che la centralità del libro risieda nella villa, inquadrata in un ambiente che all'epoca doveva essere stupendo nella sua naturalezza, un coacervo di elementi che come un fiore richiamava artisti da tutto il mondo, una sorta di divinità a cui si tendeva per ritemprarsi, per trovare nuove idee, un Eden in terra che leggendo ci sembra di toccar con mano.

Inoltre, e questo sì era scontato, Marinella Fiume ha avuto una particolare attenzione per la protagonista, confermando così la sua vocazione di parlare di donne, cogliendone la sensibilità e il fascino, mettendo in luce una forza che è propria dell'essere femminile.

Pagina dopo pagina ci si immerge in questo crogiolo di natura, di arte, di sensibilità e viene spontaneo il desiderio di fare un salto là, magari sperando in un cenacolo artistico che ora non c'è più, ma che forse traspira dai muri di quella villa in cui non risuonano più le voci di scrittori e di pittori, ma che ha avuto un destino benigno, essendo diventata un museo, uno scrigno prezioso di cultura.



Marinella Fiume, nata a Noto (Sr), laureata in Lettere classiche all'Università di Catania, dottore di ricerca in Lingua e Letteratura italiana, è stata per due legislature Sindaca del Comune di Fiumefreddo di Sicilia (Ct), cittadina sulla costa jonico-etnea dove risiede. Impegnata sul fronte della cultura della legalità e dei diritti delle donne, tra le sue pubblicazioni: la cura di Siciliane Dizionario biografico (2006), Sicilia esoterica (2013), Di madre in figlia – Vita di una guaritrice di campagna (2014), La bolgia delle eretiche (2017), i racconti Ammagatrìci (2019), Le ciociare di Capizzi (2020).


Renzo Montagnoli