Prima dell’alba, di Aurelio Zucchi
Prima dell'alba
di Aurelio Zucchi
Sono emozioni da toccare con mano,
mille galassie diventano una,
tetti e rossori quasi a inchinarsi
a questo mare fortuna di sempre.
Quelle finestre mi danno l'idea
d'essere aperte da qui a un istante,
braccia di legno a coglier salsedine
per farne dono ai respiri di dentro.
Se nei canovacci d'un cielo terso
nell'occasione prestati a un suo figlio,
di qualche gabbiano le ali non vedo,
fa niente... lo stesso io sono in volo.
E se alle spalle, ancora dormiente,
la vecchia collina tarda a svegliarsi
nell'esplosione dei toni del verde,
fa niente... lo stesso io mi coloro.
Mi sento addosso le dolci nuance
di quando la notte vira nel giorno,
dei primi riflessi sdraiati sull'onde,
di onde stesse che riflessi saranno.
Il bianco dei muri, dapprima assente,
sconfina nell'acqua fino a domarla
ed č una gara ormai avvincente
con resti di nubi anch'esse a specchiarsi.
Č un'emozione da toccare con mano
questo viaggio durato un minuto,
tempo che in secoli ho frazionato
guardando quel borgo prima dell'alba.
Dedicata all'antico borgo marinaro “Chianalea” (Scilla, prov. di Reggio Calabria)
Da Versanti di-versi (edito in proprio, 2025)

