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Infanzia violata, di Donatella Nardin

Infanzia violata, di Donatella Nardin

Infanzia violata

di Donatella Nardin



Fu un cozzare oltraggioso di tendini

e ossa contro l'innocente respiro.

Scostami – madre – l'impudico dai

fianchi e accogli della vita indifesa

l'oscura ferita.

Fa' che il tuo sguardo, piangente

nel mio, non mi disperda e diradi.

Scegli per me tra tutti i possibili

mari futuri quello dei baci rimasti

a languire pietosi dietro le ciglia.

Incardina in me – infanzia violata –

un cuore che abbia gemme e radici

in altri amorevoli cuori, quanto

più impenetrata, cristallina una voce

che sappia lenire il dolore e rosso

un fiotto immemore di fordalisi,

ché dimenticare e riamare

è l'unico, possibile perdono.


Da L'occhio verde dei prati (Fara, 2023)