Lo strano caso di Maria Scartoccio ovvero, Un brutto fatto di cronaca a Sestri Ponente, di Renzo Bistolfi, edito da TEA
Lo strano caso di Maria Scartoccio
ovvero, Un brutto fatto di cronaca a Sestri Ponente
di Renzo Bistolfi
Edizioni TEA
Narrativa
Pagg. 288
ISBN 9788850267224
Prezzo Euro 12,00
Un mondo che non c'è più
Poco prima di essere colto all'amo da una improvvisa e fastidiosa influenza che mi avrebbe obbligato a stare in casa con un po' di febbre e il naso gocciolante facevo una ricerca in Internet, annoiato e insoddisfatto dalla lettura di un romanzetto che aveva tante pretese rimaste purtroppo tali, quando mi sono imbattuto in un libro dal titolo particolarmente originale, Lo strano caso di Maria Scartoccio ovvero un brutto fatto di cronaca a Sestri Ponente. Mi sono incuriosito istantaneamente al punto di desiderare di leggerlo, il che ho fatto nei giorni in cui sono stato costretto rinchiuso per via dell'influenza. Avevo in verità una certa perplessità, cioè temevo di avere per le mani una mezza fregatura, e invece così non è stato.
La vicenda si svolge a Sestri Ponente nel 1956, in un vecchio fabbricato abitato da personaggi azzeccati, una varia umanità con caratteristiche particolari che l'autore ha saputo descrivere con leggerezza e simpatia. Così troviamo la sarta che ha come apprendista una fanciulla timida e bella, il padrone di un'osteria che è un piccolo truffatore, la vedova che è in notevole ritardo nel pagamento dell'affitto per niente aiutata dal giovane figlio che di certo non ha una gran passione per il lavoro, una signora sulla cinquantina che ha diversi figli non conviventi senza un padre comune, il titolare di un forno dove si produce la farinata, una signora anziana che si regge a malapena in piedi e dal cuore d'oro, gente che si trascina in una modesta esistenza che la porta a sopportarsi e ad aiutarsi vicendevolmente. Tutti però sono accomunati da un odio viscerale per la mostruosa padrona di casa, tale Maria Scartoccio che un giorno verrà trovata morta, vittima di quello che a prima vista sembrerebbe un grottesco incidente. E' così, oppure si tratta di omicidio?
Qui mi fermo perché hanno inizio degli sviluppi avvincenti che mi hanno quasi costretto ad andare avanti nella lettura facendo anche le ore piccole. Però, ciò che mi ha attratto non è tanto la trama gialla che pure non è trascurabile, ma l'insieme dei protagonisti, l'ambiente, l'atmosfera di tempi che appaiono lontanissimi, ma non è che poi dal 1956 siano trascorsi tantissimi anni. L'abilità dell'autore è di aver usato i personaggi come ingredienti di un'opera la cui riuscita è strettamente collegata alla capacità di amalgamarli, di farli convivere senza che si vengano a creare degli attriti insanabili, di modo che uno sia la spalla dell'altro. Si apprezzano poi le descrizioni di questo mondo ormai scomparso, il tutto con un sapiente e misurato tono ironico che coinvolge in modo inevitabile il lettore.
Senza che si debbano impegnare eccessivamente le meningi si ha così la possibilità di leggere con notevole piacere, con la certezza acquisita, giunti all'ultima pagina, di avere scelto bene e con il desiderio di prendere in mano altri testi di questo narratore ligure.
Renzo
Bistolfi,
nato a Genova nel 1954, è stato uno scrittore
italiano. Appassionato di teatro, ha fatto l'attore in una
compagnia amatoriale. Dal 2007 ha cominciato a scrivere e pubblicare
le storie che lo hanno sempre appassionato, distinguendosi anche come
talentuoso narratore di audioblibri.
Fra
i suoi romanzi si ricordano: Il
fantasma della palazzetta (Lampi
di Stampa, 2010), I
garbati maneggi delle signorine Devoto ovvero un intrigo a Sestri
Ponente (Tea,
2015), Il
coraggio della signora maestra (Tea,
2016), Le
spedizioni notturne delle Zefire (Tea,
2019), L'ultima
briscola (Tea,
2020), In
vacanza con la zia Colomba (Tea,
2023), Quel
signore così per bene. Ovvero, tanto rumore per nulla (Tea,
2024).
Renzo
Bistolfi si è spento nel 2024.
«Le
cose che invece mi affascinano sono i luoghi e il periodo storico in
cui faccio affluire la vicenda. Genova è la protagonista indiscussa
e le mura domestiche dei palazzi, assieme alle relazioni con i
personaggi, sono gli elementi indissolubili dei mie romanzi.» -
Renzo Bistolfi, Il Secolo XIX
Renzo Montagnoli

