Lo scudo di Cristo. Le guerre dell’impero romano d’oriente, di Gastone Breccia, edito da Laterza
Lo scudo di Cristo.
Le guerre dell'impero romano d'Oriente
di Gastone Breccia
Laterza Editori
Storia
Pagg. V – 419
ISBN 9788858125830
Prezzo Euro 25,00
Bisanzio sul filo del rasoio
L'impero romano d'Oriente riuscì a vivere per oltre dieci secoli, pur fra grandi difficoltà derivanti dall'essere in uno stato di guerra senza fine, minacciati di continuo da altri popoli, quali i Goti, gli Unni, gli Slavi, i Persiani per ricordarne solo alcuni. La capitale, Costantinopoli, con le sue ricchezze e la sua bellezza esercitava un fascino indiscutibile sia nelle popolazioni barbare, sia negli stati organizzati, come per esempio la Persia, e quindi un conflitto seguiva l'altro, da cui tuttavia l'Impero riusciva a uscire vincitore, pur patendo anche qualche sconfitta senza che questa si tramutasse in disfatta, e ciò per merito del proprio esercito, lontano nel tempo, ma anche nell'organizzazione e nell'armamento da quello di Augusto. In particolare, considerata la notevole estensione territoriale dell'impero, onde non assoldare centinaia di migliaia di soldati, con inevitabili effetti negativi sulle casse statali, si provvide a organizzare l'esercito su tre livelli, di cui il primo con dei distaccamenti di numero non consistente di militari nei punti più a rischio della frontiera; se questi non fossero riusciti a fermare l'invasore altre truppe più ragguardevoli erano nelle retrovie pronte a intervenire e infine al centro del territorio stavano due armate poderose in funzione di riserva e di massa di manovra. La struttura si rivelò efficace e fu introdotta all'indomani della disfatta di Adrianopoli del 378, che vide i Goti sterminare l'esercito romano uccidendo anche l'imperatore Valente.
Il saggio storico di Gastone Breccia parla dei fatti militari che interessarono l'impero in un periodo di tempo che va dal IV al IX secolo e che ricomprende quindi anche la vittoriosa campagna italica voluta da Giustiniano, tesa a liberare lo stivale dall'occupazione degli ostrogoti, grazie alle truppe ben condotte da Belisario e da Narsete. A questa guerra fuori dai confini l‘autore dedica giustamente diverse pagine, perché al di là del risultato militare è chiara l'idea dell'imperatore romano d'oriente di far risorgere Roma, insomma di pervenire a un unico stato. Apro un attimo una parentesi per rammentare l'importanza di Giustiniano come legislatore, perché è a lui che si deve il Corpus iuris civilis, vale a dire una raccolta omogenea delle leggi romane e che ancora oggi è alla base del diritto civile, e con questo chiudo la parentesi.
Se il periodo di regno di Giustiniano con le sue conquiste fu il più proficuo, in seguito Bisanzio fu costretta a una continua lotta per sopravvivere, con l'aggravante di aver visto le sue finanze ridotte al lumicino a causa delle ingenti spese per la guerra portata in Italia. Fu addirittura sul punto di crollare all'epoca in cui era imperatore Maurizio, che fece anche una brutta fine, e poi dato che ai guai se ne sommano sempre altri ci furono successori del tutto incapaci; con Eraclio I le cose sembrarono andare meglio, nonostante che l'impero dovesse subire l'invasione dei persiani, ma ci fu una reazione positiva con un'autentica riscossa.
Comunque l'Impero romano d'Oriente riuscì a sopravvivere nonostante dovesse procedere sempre sul filo di un rasoio e occorrerà attendere la metà del X secolo per vedere un suo riscatto con delle corpose controffensive ben condotte da grandi condottieri come Niceforo II e Basilio II, con le quali i confini tornarono a essere ampliati.
Lo scudo di Cristo è un libro che si legge con vero piacere, un saggio storico per nulla greve e che consiglio senz'altro.
Gastone Breccia (Livorno, 19 novembre 1962) insegna Storia bizantina e Storia militare antica nell'Università di Pavia. Con il Mulino ha pubblicato: «Le guerre afgane» (2014), «1915: l'Italia va in trincea» (2015), «Guerra all'Isis. Diario dal fronte curdo» (2016), «Corea, la guerra dimenticata» (2019), «Missione fallita. La sconfitta dell'Occidente in Afghanistan» (2020), «Le guerre di Libia. Un secolo di conquiste e rivoluzioni» (con S. Marcuzzi, 2021), «L'arte della guerriglia» (nuova ed. 2022) e «Il demone della battaglia» (2023).
Renzo Montagnoli

