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La primavera di Andrea, di Francesco Dugoni, edito da Gilgamesh

La primavera di Andrea, di Francesco Dugoni, edito da Gilgamesh

La primavera di Andrea

di Francesco Dugoni

Gilgamesh Edizioni

Narrativa

Pagg. 170

ISBN 978-88-6867-829-6

Prezzo Euro 15,00


Un esordio nel complesso positivo


Andrea Ferranti, bancario, figlio di un altro bancario già deceduto e che per l'impegno profuso nel suo lavoro e i risultati conseguiti avrebbe potuto essere definito anche banchiere, è uno scapolo che sembra essere destinato a non fare mai una vita di coppia, tanto che non è nemmeno fidanzato; inoltre non gli piace l'ambiente della banca in cui lavora, falso e con i dipendenti chiamati a fornire ai clienti dritte sugli investimenti che molto probabilmente porterebbero a far perdere i loro risparmi. Si potrebbe dire che è un insoddisfatto, che più che vivere vegeta, fino a quando un giorno, durante la solita corsa del mattino, cambia strada e da lì cominciano una serie di avventure che in apparenza sconvolgono la sua vita, ma che invece finiscono per portarlo a cambiare decisamente in meglio. Dall'incontro in palestra con il maestro di Tai Chi ai consigli spassionati, a volte anche irriverenti di Mario, l'amico barista, avvia così un percorso che lo porta a cadere e poi a risorgere, caratterizzato dal tentativo di far uscire dal circolo della droga Giulia, un'amica di gioventù di cui si era innamorato benché lei preferisse un altro, uno spaccone senza arte né parte.

La primavera di Andrea è il primo romanzo di Francesco Dugoni, frutto della passione per la scrittura a cui ora può dedicarsi con maggior impegno essendo in pensione.

Ho letto con particolare attenzione, anche perché trattasi di opera prima, alla ricerca delle caratteristiche dell'autore. La trama c'è, completa, la storia scorre in modo lineare con un ritmo abbastanza blando, ma con una necessaria accelerazione relativamente alla parte in cui Andrea cerca di sottrarre l'amica Giulia alla dipendenza dalla droga. Questa non era una parte facile da scrivere, ma nel complesso la difficoltà è stata affrontata positivamente. Si apprezza anche lo sforzo di caratterizzare bene i protagonisti, con un'analisi psicologica non approfondita, ma nemmeno superficiale. La presenza dell'autore non si avverte tranne nel caso del maestro di Tai Chi, disciplina orientale che pratica e di cui è istruttore; si potrebbe pensare a un po' di autoreferenzialità, ma non è così perché la figura del maestro non è preponderante e, soprattutto, è giustificata dai suoi interventi mirati.

Le note positive quindi non mancano e a mio parere sono superiori a quelle negative, queste ultime legate più a una mancanza di esperienza, come la descrizione a volte prolissa degli stati d'animo di Andrea quando invece sarebbe stato più opportuno intervenire con degli incisi brevi ed esplicativi, oppure quando lo stile di scrittura si presenta altalenante, a tratti complesso ed esauriente, altri invece elementare.

Si tratta tuttavia di elementi non positivi a cui è possibile rimediare abbastanza facilmente e appunto grazie a un po' di esperienza che l'autore potrebbe acquisire continuando nel suo impegno con la scrittura.

Personalmente il romanzo mi è piaciuto e per il tema trattato credo possa risultare gradito ad altri; di conseguenza non posso che consigliarne la lettura.



Francesco Dugoni è nato a Roncoferraro (MN). Laureato in Scienze Agrarie ha lavorato presso ERSAF e, dopo una breve parantesi presso la Provincia di Mantova, durante la quale ha elaborato il progetto Fo.R.Agri. (Fonti rinnovabili in agricoltura), ottenendo il Premio dell'Unione Europea Energy Europe – Awards Competition 2008, è stato direttore di AGIRE (Agenzia per la Gestione Intelligente delle Risorse Energetiche) fino all'anno del suo pensionamento (2023). Nel 2014, con Luisa Doldi, ha pubblicato: Rinnovabili: se non ora, quando? Ora, in pensione, si dedica, tra le varie attività, alla scrittura, conseguendo due riconoscimenti nell'ambito dei concorsi Raccontami una storia 3^ edizione VI Premio Dostoevskij. È istruttore di Tai Chi Quan.


Renzo Montagnoli