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Amore nero, di Marco Erba e Mauro Raimondi, edito da Rizzoli e recensito da Katia Ciarrocchi

Amore nero, di Marco Erba e Mauro Raimondi, edito da Rizzoli e recensito da Katia Ciarrocchi

Amore nero – Marco Erba e Mauro Raimondi – Rizzoli – Pagg. 240 – ISBN 9788817193450 – Euro 17,00



Recensione di Katia Ciarrocchi



Marco Erba Mauro Raimondi con Amore Nero scelgono di raccontare una storia che si muove su due piani, uno storico e uno contemporaneo, e lo fanno con la volontà di mettere il lettore davanti a una domanda urgente: perché l'ideologia fascista, che appartiene al passato, può ancora esercitare un certo fascino su un ragazzo di oggi? La risposta non è mai semplice, e proprio per questo il romanzo funziona.
La trama segue Mas, un quindicenne segnato da un dolore profondo, da quella sensazione di spaesamento che molti adolescenti conoscono bene. 
È arrabbiato, fragile e in cerca di un'identità che gli dia la sensazione di avere un posto nel mondo. Questa sua vulnerabilità lo espone all'attrazione di un gruppo di estrema destra nel suo liceo, un ambiente che gli offre l'illusione di essere parte di qualcosa di forte. Mas non è un ragazzo cattivo, e il romanzo ce lo mostra chiaramente, è un ragazzo ferito che cerca risposte, e spesso quando sei giovane quelle risposte le cerchi nei posti sbagliati. È qui che entra in gioco il secondo filone narrativo, quello storico, che ricostruisce con precisione e chiarezza le origini del fascismo, le sue prime manifestazioni, l'assassinio di Giacomo Matteotti, fino alle radici del regime. I due piani narrativi scorrono paralleli ma continuano a specchiarsi l'uno nell'altro, perché ciò che accade a Mas oggi somiglia terribilmente a ciò che accadde a tanti giovani un secolo fa: la promessa di una forza che in realtà è solo un'illusione, il bisogno di appartenere a qualcosa che giustifica la propria rabbia.
Questa alternanza tra passato e presente è il cuore del romanzo e, secondo me, è anche la sua grande forza perché racconta la “
Storia” senza farla diventare una lezione scolastica, perché parla di politica senza trasformare il libro in un manifesto. Gli autori scelgono un linguaggio accessibile ma non banale, capace di parlare ai ragazzi e allo stesso tempo di non stonare agli occhi di un lettore adulto.
Una delle cose che ho apprezzato di più è proprio il modo in cui il libro mette in scena la fragilità adolescenziale. 
La radicalizzazione, ci dice il romanzo, non nasce mai da convinzioni politiche profonde, ma da ferite interiori non elaborate, da un bisogno di sentirsi forti e visti. E questa è una verità enorme, che spesso si dimentica quando si parla dei ragazzi di oggi. La parte storica, invece, funziona benissimo come memoria viva, racconta gli eventi del passato con chiarezza e con una tensione narrativa che permette anche a chi non ama i libri di storia di capire cosa significasse davvero vivere in quegli anni. Non c'è retorica, non c'è moralismo, ma c'è una consapevolezza profonda del peso delle scelte politiche, soprattutto quando vengono lasciate crescere senza che nessuno le metta in discussione.
Il romanzo ti ferma a riflettere su quanto sia facile per un adolescente sentirsi catturato da un simbolo, da una promessa di identità, da un gruppo che dice “
noi sappiamo chi sei. Ti costringe a guardare il presente con altri occhi, i social pieni di slogan, i movimenti che parlano ai giovani facendo leva sulla rabbia invece che sul pensiero critico, un mondo in cui tutto sembra immediato e semplificato. E mentre leggi, capisci che il tema del fascino dell'estremismo non appartiene affatto al passato ma è qualcosa che può ripetersi, e il terreno fertile è sempre lo stesso, la vulnerabilità emotiva.
Proprio per questo ho considerato fondamentale il messaggio che il libro trasmette: 
non lasciarti influenzare dalle idee politiche degli adulti solo perché sembrano più forti o più strutturate, ma cerca di costruire le tue, di comprendere la storia, di capire il peso delle parole e dei gesti. Gli adolescenti non sono esseri manipolabili per natura, sono persone che stanno imparando a scegliere chi diventare. E la storia è un'alleata preziosa in questo processo.
Amore nero è un romanzo che merita di essere letto per ciò che fa e per ciò che lascia, è un libro che scuote, che fa pensare, che educa senza mai mettersi su un piedistallo. E alla fine ti lascia con una domanda potente e delicata insieme: cosa scegli davvero di pensare quando nessuno ti sta dicendo cosa pensare?


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