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Scuola, di Ernesto Flisi

Scuola, di Ernesto Flisi

Scuola

di Ernesto Flisi



Ho rivisto, dopo tanto,

quella scuola

ai bordi di una strada sterrata

di campagna,

tra fossati e canali.

Tetto malridotto,

imposte sbrecciate,

cadenti…

erba infestante,

in un cortile,

dove un tempo

si rincorrevano sogni,

ma intorno ancora i tigli,

sentinelle odorose nel tempo.


Rivedo in un'istantanea,

la grande porta,

quei gradini di ingresso,

noi bambini schierati,

grembiuli neri e nastrino bianco;

la maestra, seria, impettita

a controllare a vista

la nidiata di una pluriclasse

di scuola rurale,

in un mattino di maggio.


Dentro, vecchi banchi a ribalta,

stufa a legna arrugginita,

l'odore del tempo passato.


E mi giungono, lontano,

rumori e brusii,

odori più che profumi,

ma occhi attenti

al futuro…


Qui si giungeva a piedi,

dopo tanto cammino,

sotto il sole di primavera,

nella nebbia d'ottobre

o con la galaverna…

ad apprendere la vita.


Ora, pellegrino tardivo,

poso una rosa bianca,

a memoria

di chi se n'è andato

chissà dove…

Ma nel cuore di tutti,

son certo,

ancora quel richiamo risuona:

Bambini!”


E il sole di giugno

ride ancora

al festoso sciamare

dell'ultimo giorno,

verso la vita,

ma senza sapere

verso dove.


Da Fiori di campo (Book Sprint, 2016)