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Come un’arancia spellata, di Donatella Nardin

Come un’arancia spellata, di Donatella Nardin

Come un'arancia spellata

(Femminicidio)

di Donatella Nardin



Braccia al vento, al pane, alle piogge:

segreta nella sua sorte, ogni cosa

era prima del suo accadimento.

E sparsi ovunque i cachi aranciati

acquistati al mercato il giorno prima

penserò a voi, a voi, a voi fino

all'increato, fino agli inverni

sbucciati dall'ultimo respiro –

D'erbe e d'ossa fu un chiaro ritorno

alla madre: non per tutti le belle

allodole di pura farina che

dondolando leggere sui fili della luce

sembravano in preda anch'esse

ad un'insana follia.

Non per tutti le scarpe rosse spaiate,

abbandonate sul marciapiedi

come la collera nera che ansimando

nel vuoto ha sputato un'asprezza

maschile di fiele.

Era d'ottobre l'angelica piuma:

andarsene così, buttata giù

dalla finestra a capo chino, tenendo

tra le mani – come un'arancia

spellata – la tenue chiarità

del mattino.


Da L'occhio verde dei prati (Fara, 2023)