Il Forte Dosso del Sommo, di Renzo Montagnoli
Il Forte Dosso del Sommo
di Renzo Montagnoli
La stranezza delle fortificazioni austriache elevate in prossimità del confine con l'Italia è che le stesse sono state realizzate in costanza di alleanza con l'Italia stessa. Infatti il patto militare difensivo fu siglato fra Germania, Austria-Ungheria e Italia in data 20 maggio 1882; ebbene da allora e con un'accelerazione piuttosto evidente agli inizi del secolo successivo, l'Austria provvide a rinforzare i confini con il suo alleato Italia, di cui evidentemente, non a torto, non si fidava. Del resto, approfittando del disastroso terremoto di Messina del 1908 Franz Conrad von Hotzendorf , capo di Stato maggiore, aveva proposto a Francesco Giuseppe di attaccare l'Italia, proposta respinta sdegnosamente dall'imperatore. Fra l'altro il capo di stato maggiore italiano, generale Alberto Pollio, era stato sempre fedelissimo all'alleanza sottoscritta, tanto che si approfittò della sua improvvisa e strana morte, avvenuta a Torino l'1 luglio 1914, per iniziare un avvicinamento, che peraltro fu reciproco, con Francia e Inghilterra.
Sorsero così innumerevoli fortificazioni, fra le quali quella del Dosso del Sommo può essere considerata la più possente e meglio realizzata fra quelle della cintura corazzata degli altopiani, nel caso specifico eretta a 1670 metri sul ciglio meridionale del piccolo altopiano di Serrada, a sud della baita Martinella in Comune di Folgaria. I lavori iniziarono nel 1911 e terminarono nel 1914; lo scopo era quello di bloccare qualsiasi iniziativa offensiva risalente dalla sottostante valle di Terragnolo e di controllare il versante nord del gruppo del Pasubio.
Se si va a fare una visita si può ben comprendere la posizione strategica della fortezza, dominante appunto la valle di Terragnolo, il lato dal quale era più probabile potesse avvenire un tentativo di sfondamento da parte delle truppe italiane, azione che se avesse avuto successo avrebbe permesso ai nostri di dilagare nell'altipiano, aggirando la città di Trento e proseguendo spediti nella valle dell'Adige fino a Bolzano. Sugli altipiani di Folgaria e Lavarone il Dosso del Sommo era quello situato più a meridione e di fatto assolse il suo compito, impedendo all'esercito italiano di avanzare in quella zona del trentino nell'estate e nell'autunno del 1915. Subì furiosi bombardamenti per circa 10.000 proiettili di vario calibro, ma la struttura, oltre a resistere, rispose al fuoco con il suo armamento principale, costituito da 4 obici del calibro di 100mm. Mod 9 siti in cupole girevoli, pesantemente corazzate, e mettendo a segno dei colpi sulle postazioni italiane del Pasubio e di Monte Maggio, nonché sul Comando italiano sito alle Coe.
Il forte era chiamato anche forte di Serrada o Dosso delle Somme, e in tedesco Panzerwerk Serrada. Si trattava di un'opera molto robusta, con una copertura di calcestruzzo armato di spessore variante dai due ai sei metri, dentro la quale erano immerse nel vero senso della parola delle putrelle di acciaio di una cinquantina di centimetri di altezza, insomma basti pensare, per comprendere meglio quanto fosse in grado di offrire una considerevole sicurezza, che gli obici italiani da 280 siti al passo della Borcola lo bombardarono in continuazione senza provocare danni.
Era collegato tramite tubi ottici con il forte Sommo Alto e la centrale ottica del Monte Cornetto; inoltre i collegamenti telefonici passavano per la centrale di Folgaria.
Disponeva anche di un armamento secondario costituito da da due cannoni da 60 mm, protetti da uno scudo corazzato, e da 22 mitragliatrici. Poiché non era da escludere un attacco di fanterie, la guarnigione di artiglieri era integrata da una sessantina di Landschutzen.
Il forte, radiato dalle opere militari nel 1927 per recuperarne il ferro, è raggiungibile in circa tre quarti d'ora a piedi dal passo Coe.
Come arrivare
Poco prima di giungere a Passo Coe si lascia l'automezzo sul parcheggio a destra in prossimità del bivio che porta al rifugio Camini. Si segue quindi il percorso indicato per Baita Tonda e Dosso della Martinella. Il forte è visitabile solo dall'esterno.
Ospitalità in zona:
Fonti:
N.B.: Le foto a corredo sono state reperite in diversi siti Internet

