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Un’odissea partigiana, di Mimmo Franzinelli e Nicola Graziano, erdito da Feltrinelli

Un’odissea partigiana, di Mimmo Franzinelli e Nicola Graziano, erdito da Feltrinelli

Un'odissea partigiana.

Dalla Resistenza al manicomio

di Mimmo Franzinelli e Nicola Graziano

Feltrinelli Editore

Storia

Pagg. 220

ISBN 9788807111389

Prezzo Euro 18,00



Un paradosso tutto italiano



Alla base della grande problematica trattata con questo saggio vi è il fatto che, terminata la seconda guerra mondiale e quindi intervenuta la liberazione dall'oppressione nazi-fascista, il nostro paese si è dimostrato particolarmente punitivo nei confronti di chi aveva combattuto per reintrodurre la democrazia e per contro clemente nei confronti di chi, per tanti anni, in particolar modo gli ultimi, aveva soffocato ogni libertà. E' questo paradosso che balza subito all'occhio, è questa volontà di chi giudica nei tribunali di essere fin troppo ligio alle leggi quando gli imputati sono partigiani, e invece abituato a chiudere più di un occhio nei confronti dei fascisti. La circostanza è facilmente spiegabile qualora si consideri che i magistrati dei più alti gradi di giudizio per essere nominati in tal ruolo dovevano essere fedeli esecutori degli ordini del precedente regime. Per ovviare a questo problema, a cui contribuì anche l'amnistia del 22 giugno 1946 fermamente voluta dall'allora ministro della Giustizia Palmiro Togliatti con lo scopo di pervenire a una pacificazione nazionale, avvocati come Umberto Terracini e Lelio Basso, per evitare condanne pesanti a ex partigiani per reati commessi durante il periodo di lotta clandestina o nell'immediato dopoguerra invocarono per i loro assistiti lo stato di seminfermità mentale. Riconosciuta questa attenuante agli imputati si aprivano le porte dei Manicomi giudiziari, in cui se era facile entrare, risultava ben difficile uscire. La citata amnistia liberò migliaia di fascisti, ma si rese inapplicabile nei confronti dei partigiani riconosciuti dal tribunale incapaci di intendere e di volere. Quindi questi benemeriti del nostro paese, da considerare al di là dei giudizi dei magistrati sani di mente, vennero a trovarsi in una situazione che oserei definire tragica.

Di tutto questo parlano lo storico Mimmo Franzinelli e il giurista Nicola Graziano in questo interessante saggio che ha anche il pregio di portare alla luce un fenomeno che ritengo fosse conosciuto da pochi; per far questo si avvalgono, fra l'altro, delle lettere dei detenuti conservate dal giovane attivista comunista Angelo Jacazzi che tanto fece e si batté per questi infelici che penavano, di fatto imprigionati in una sorta di limbo istituzionale.

Il libro è interessante indubbiamente perché porta alla luce un problema di grande rilevanza quasi sconosciuto, ma anche perché evidenzia il fatto che in Italia non si riesce a fare i conti con il passato, con il risultato che questo passato può sempre ritornare. Il fenomeno rilevato e discusso è una delle tante contraddizioni che sono emerse nel dopoguerra e che di fatto si sono estrinsecate nella incompleta defascistizzazione del nostro paese. Le conseguenze, quindi, continuiamo a pagarle, in una democrazia fragile e che non riesce a consolidarsi totalmente anche per le carenze della nostra classe politica.

Un'odissea partigiana è un saggio di facile e piacevole lettura, che merita senz'altro di essere letto.



Mimmo Franzinelli (Cedegolo, 1954) studioso del fascismo e dell´Italia repubblicana, componente del comitato scientifico dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione "Ferruccio Pari", è autore di numerosi libri, fra cui: per Bollati Boringhieri, I tentacoli dell´Ovra (1999, premio Viareggio 2000), Rock & servizi segreti (2010) e Autopsia di un falso. I Diari di Mussolini e la manipolazione della storia (2011); per Mondadori, L´amnistia Togliatti (2006), Il delitto Rosselli (2007), Beneduce. Il finanziere di Mussolini, con Marco Magnani (2009), Il Piano Solo (2010), Il prigioniero di Salò (2012), Tortura (2018); per Rizzoli, La sottile linea nera (2008). Con Feltrinelli ha pubblicato: La Provincia e l´Impero. Il giudizio americano sull´Italia di Berlusconi, con Alessandro Giacone (2011), Delatori. Spie e confidenti anonimi: l´arma segreta del regime fascista (UE 2012), Il Giro d'Italia. Dai pionieri agli anni d'oro (Feltrinelli, 2013), - per gli Annali della Fondazione Feltrinelli - Il riformismo alla prova. Il primo governo Moro nei documenti e nelle parole dei protagonisti (ottobre 1963-agosto 1964), con Alessandro Giacone (2013) e Fascismo anno zero (Mondadori 2019), Croce e il fascismo (Laterza 2024), Mussolini racconta Mussolini (Laterza 2024), Colpire Mussolini (Mondadori, 2025); con Marina Cardozo: Gli artigli del Condor (Einaudi, 2025)




Nicola Graziano, magistrato presso il Tribunale di Napoli, autore e curatore di numerose pubblicazioni di argomento giuridico e amministrativo, collabora stabilmente con varie riviste di cultura, approfondimento e discussione, in particolare “Guida al Diritto” e “Dirittoitalia”. Vive ad Aversa dove ha sede l'Ospedale psichiatrico giudiziario, teatro delle vicende narrate nel presente volume ed è da sempre impegnato nella battaglia per la tutela dei diritti civili fondamentali. Feltrinelli ha pubblicato: Un'odissea partigiana. Dalla Resistenza al manicomio (2015; con Mimmo Franzinelli).



Recensione di Renzo Montagnoli