Cinque lire di stelle, di Tiziana Monari
Cinque lire di stelle
di Tiziana Monari
Smarriti lungo il cammino della vita
le ore che si infrangono tra l'erba ed i fiori
il mare che arretra lento in un barbaglio d'acqua
avanziamo a tentoni nel buio
nell'ora fra l'ultima nottola e la prima rondine
guardando le colline inabissarsi verso l'ombra
contando cinque lire di stelle
la cipria di un ricordo
un cenno di carezza che si allunga sulle perdite
uno sfaldarsi chiaro su un vetro dai colori stanchi
elogiamo il sole che ci bacia
mentre tutto cambia
e ci adattiamo da un altrove a un altro
aspettando la cavalleria che cali dai monti
un rullio di tamburi
il sibilo pungente del vento
cerchiamo la colpevolezza del tempo
un'attenuante alle nostre mancanze
mentre piove sul nostro eterno cammino
sulle ciliegie lasciate al passero bianco
ci sono meli innevati
porte chiuse con la spranga
nomi che galleggiano
scopriamo che il giardino è un posto terribile dove perdersi
un labirinto senza minotauro
ci sono nuovamente crepe nell'avvenire
ma noi andiamo con una vertebra tra le ciglia
adattandoci ad un nuovo significato, ad una nuova intenzione, ad un nuovo non detto.
In un cammino infinito.

