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La spagnola. Storia e cronaca della pandemia influenzale del 1918, di Fabio Montella, edito da Gaspari

La spagnola. Storia e cronaca della pandemia influenzale del 1918, di Fabio Montella, edito da Gaspari

La spagnola.

Storia e cronaca della pandemia influenzale del 1918

di Fabio Montella

Gaspari Edizioni

Saggistica storica

Pagg. 320

ISBN 9788875418274

Prezzo Euro 27,00



L'epidemia alla fine della Grande Guerra



La recente epidemia del Covid ha chiamato immediatamente alla memoria un morbo analogo diffuso in tutto il mondo verso la fine della Grande Guerra, la cosiddetta spagnola, così chiamata perché lo stato iberico, non essendo coinvolto nel conflitto, aveva la stampa non soggetta a censura militare e appunto i giornali spagnoli parlarono per primi della pandemia, il che fece così credere che il tremendo virus fosse nato lì.

Si trattò di un vero e proprio flagello, tale da lasciare un'indelebile traccia di morte, e, per quanto sia impossibile determinare con esattezza quante furono le vittime, non è azzardato ipotizzare un totale di quasi cento milioni, di cui circa seicentomila in Italia. Si sviluppò in tre ondate, tra la primavera del 1918 e il 1919, con la seconda dell'autunno 1918 unanimemente considerata come la più aggressiva e la più letale, colpendo soprattutto gli adulti più giovani e più sani. Al di là del contagio insito nelle caratteristiche del virus stesso, vi è da dire che circostanze ambientali particolari ne agevolarono la diffusione, quali la ben poca igiene esistente nelle trincee e i fisici debilitati di quasi tutti i militari. Per i civili invece pesò non poco la scarsa alimentazione, quasi sempre del tutto inadeguata.

Ne parla diffusamente, sulla scorta di documentazione dell'epoca, Fabio Montella in questo suo saggio storico in un libro che è caratterizzato dalla presenza anche di fonti inedite.

L'autore, molto opportunamente, segue un percorso cronologico, con manifestazioni del virus che spesso richiamano quelle del recente Covid, senza tuttavia cadere in un parallelismo scontato, ma ponendo solo gli accenti, in modo non greve, su certe inevitabili somiglianze.

Come si sviluppò, chi colpì soprattutto, le cure adottate considerando che non fu ideato un vaccino, quanto fu fatto per limitarne la diffusione, come la nostra società reagì a un fenomeno con caratteristiche di grande emergenza, di tutto questo parla Montella. Ne viene fuori un quadro completo di questa grande tragedia, spesso citata in modo vago da parenti anziani che la vissero, in poche parole quello che spesso per tanti di noi può apparire come un qualcosa del lontano passato, una sorta di mito in negativo, ci viene restituita nella sua realtà, nel pericolo che era insito, nel dramma di chi la visse e riuscì a uscirne, e nel dolore di chi perse tanti congiunti.

Nel testo non c'è ricorso a fantasie, anzi è apprezzabile il rigore adottato, accompagnato tuttavia da uno stile snello, che consente una lettura facile, per niente greve, un merito non da poco tenuto conto che inevitabilmente per parlarne si fa ricorso spesso a statistiche, a dati, a situazioni demografiche.

Al di là della naturale curiosità, ritengo che sia un libro utile anche i sanitari addetti ai lavori, perché certe emergenze sanitarie, pur dovute a virus diversi, presentano spesso non pochi punti di contatto.

Personalmente, mi ha dapprima incuriosito e poi, pagina dopo pagina, mi ha fatto in parte rivivere i mesi di tensione e di paura dell'epidemia del Covid, ma mi ha fatto anche capire che, nonostante i grandi progressi scientifici, l'uomo, di fronte al caso nuovo, davanti all'ignoto, è una creatura sostanzialmente fragile che barcolla nel buio della non conoscenza.



Fabio Montella, ricercatore indipendente e giornalista, collabora con l'Istituto Storico di Modena e con altri enti e istituzioni. Studioso della storia politica e sociale delle due guerre mondiali e del fascismo, da qualche anno gira l'Italia frequentando archivi, alla ricerca di nuove storie da narrare. È co-curatore del Dizionario storico dell'antifascismo modenese (2012). Ha inoltre recentemente pubblicato Storie senza approdo di migranti italiani (2021) e Prigionieri (2020). Con ricerche inedite sulla storia del Novecento ha ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi nazionali, tra i quali il Premio “Cesare Mozzarelli”, a Mantova, nel 2021.


Recensione di Renzo Montagnoli