I fantasmi di Ekaterinburg, di Barbara Mori, edito da La Bancarella (Piombino)
I fantasmi di Ekaterinburg.
1918-2018 cento anni di misteri intorno all'uccisione dell'ultimo Zar e della sua famiglia
di Barbara Mori
Edizioni La Bancarella (Piombino)
Saggistica storica
Pagg. 298
ISBN 9788866151777
Prezzo Euro 18,00
Tutto sulla fine dei Romanov
In genere le rivoluzioni nascono sul sangue dei membri del regime che viene rovesciato e un esempio classico è quello della rivoluzione francese, caratterizzato dall'esecuzione capitale non solo del re e della regina, ma di familiari e anche altri che avevano il difetto di esseri nobili e fedeli al loro monarca. La stessa cosa si verificò con la rivoluzione russa, laddove però la soppressione dello zar, dei suoi familiari, dei suoi fedeli servitori e di chiunque altro che si chiamasse Romanov non fu perpetrata dal governo provvisorio russo formatosi a seguito dell'insurrezione rivoluzionaria del febbraio 1917, ma dai bolscevichi che fecero il famoso colpo di stato dell'ottobre dello stesso anno. Fu solo allora che venne instaurato un regime sanguinario che ha sempre caratterizzato la Russia sovietica e anche l'attuale, quasi che per governare questo grande paese sia indispensabile la forza bruta.
Beninteso ero a conoscenza di come fosse avvenuta la tragica fine della famiglia imperiale russa, ciò nonostante, appurato dell'esistenza di questo libro che ne parla diffusamente, ho ritenuto opportuno reperirlo.
Barbara Mori, che lo ha scritto, non è una storica di professione, ma questo non impedisce che non sia possibile per uno che non è del mestiere stilare un valido saggio storico, purché abbia una certa preparazione e si serva di fonti affidabili.
In questo senso l'indicazione dei testi utilizzati riportati a fine lavoro mi sembra un elemento probatorio dell'attendibilità di quanto è riportato nel saggio, la cui struttura è bene impostata e scandisce cronologicamente i tempi del dramma.
Peraltro risulta chiaro l'atteggiamento della storica che nello scrivere senza che sostenga il regime dei Romanov, è tuttavia indignata per il trattamento loro riservato dai bolscevichi che, ricordiamo, all'epoca della rivoluzione di ottobre erano una netta minoranza nel parlamento russo.
Del resto, se può essere ammissibile sopprimere lo zar al fine mettere una pietra sopra a un regime assolutista quale era il suo, fa inorridire pensare che si sia andati oltre eliminando tutti i suoi familiari, fra cui il figlio malato e minorenne e le quattro figlie, di cui solo una, Anastasija, minorenne.
Si cercò di far tutto in gran silenzio, ma una mattanza del genere lascia tracce e poi mica si potevano volatilizzare tutte quelle persone; emerge a questo punto un altra caratteristica dei bolscevichi, oltre alla ferocia, e cioè la menzogna ricorrente, come ricorrente è la politica di disinformazione, tutte caratteristiche che ci è possibile riscontrare anche attualmente.
Barbara Mori parte dall'inizio del regno di Alessandro III per andare oltre la sua fine, fornendo particolari ed elementi che possono incuriosire anche il profano, dando così una visione completa di quella che a tutti gli effetti è stata una tragedia. Nel leggere certi fatti, certe morti mi sono più volte chiesto quale differenza ci potesse essere fra le famigerate SS e la Ceka sovietica, e la risposta ogni volta è stata la stessa: nessuna differenza, in entrambi casi uomini fanatici e sanguinari.
Non è che arrivato alla fine del volume sia nata in me una simpatia per i Romanov, perché invece è sorta solo una misurata compassione; è però cresciuto in me un desiderio di giustizia volto a colpire, anche se ormai troppo tardi, chi ha ordinato e chi ha eseguito questa strage.
Da leggere, lo merita.
Barbara Mori è nata a Piombino da famiglia operaia, dopo il diploma di Scuola Media Superiore ha lavorato come impiegata presso studi legali. Attualmente risiede ancora in Toscana. Appassionata di Storia, è rimasta particolarmente colpita dalla tragica fine dell'ultimo Zar di Russia all'epoca del ritrovamento dei suoi resti. Dopo anni di studi e ricerche, ha deciso di pubblicare un resoconto dettagliato sulle circostanze, le motivazioni e le conseguenze del massacro di Nicola II e della sua famiglia, di cui quest'anno cade il centenario. Nella sua ricerca ha prediletto di occuparsi soprattutto delle vicende dei membri della servitù e del seguito che seguirono volontariamente in esilio i propri sovrani, trovando la morte insieme a loro.
Recensione di Renzo Montagnoli

