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  Poesie  »  Generica  »  Migranti 09/10/2013
 

Migranti

di Renzo Montagnoli

 

 

 

Mare, onde, vento

La prua nella notte

punta verso ignote sponde

una terra sconosciuta

su cui niente pi fame

niente pi guerre

E la gente dorme

sognando speranze lontane

una carico di miseria

diretto forse verso la vita

 

Ho deciso

non mi volto all'indietro

ma scorrono immagini

nella mia mente

povere cose

in un'esistenza di niente

i miei ricordi

il mio passato

che l ho lasciato.

Non c' che miseria

nella mia terra

ma l sono nato

fra polvere sollevata dal vento

l il mio mondo

l la mia gente.

E fra uno spruzzo

d'acqua di mare

e questo sale

che spacca le labbra

inizia a strisciare

nel fondo di me

un gemito acuto

uno stridio di violino

un singhiozzo dell'anima

se anche ho deciso

se pure il futuro straniero

la nostalgia fa gi capolino

e per quanto mi sforzi

di guardare in avanti

lo sento, lo avverto

che nulla posso troncare

che il mio cuore

che lento rimbomba

e rimarr

per sempre l.

 

Ma nella barca

che d'improvviso s'inabissa

fra strepiti di gente impaurita

sento l'acqua

che m'avvolge tutto

e mentre il sole rapido si spegne

mi par d'essere nel ventre di mia madre

Liquido l

liquido qui

dove tutto cominciato

or tutto finisce

e concludo amaramente

che la mia vita stato solo di ricerca

una fuga da quella esistenza ingrata

altro non rimane

per chi ha avuto come genitori la miseria

e per amica la morte che m'accompagna

e or mi guida all'ultima disperata sponda.

 

Da La piet

 

 

 

 
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