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  Poesie  »  Generica  »  I Celti, tanto tempo fa 16/07/2015
 

I Celti, tanto tempo fa

di Renzo Montagnoli

 

 

Mi si stringe il cuore

nel percorrere

questa landa ormai deserta

un tempo la mia patria

ove le mie genti nascevano,

vivevano

e poi arrivavano all'ultimo tramonto.

Se ci ripenso

come in sogno li rivedo

Celti,

celti come me,

un popolo libero in armonia

con la natura di valli

ch'erano ubertose

solcate da fiumi

di acqua cristallina

a cui si abbeveravano i cavalli

e m'era dolce la sera

sedermi su una sponda

a osservare il cielo

che lento s'imbruniva

per poi tornare a casa

al desco familiare

alla donna amata

ai bimbi che allegri

consumavano la cena.

Le notti erano dolci

e fatte per amare

e solo la luce dell'alba

mi strappava al tepore

di sogni di cacce

di lunghe cavalcate

di bevute di birra con gli amici.

E poi il giorno,

a volte radioso

oppure avvolto nella nebbia,

imbiancato dall'inverno

o umido di pioggia a primavera.

C'erano anche le guerre

e io ero un guerriero

possente e temuto dai nemici

amato dagli amici

battaglie in cui il premio

per la vittoria lasciava l'amaro in bocca

per il tanto sangue versato.

E infine di nuovo il tramonto

l'ultimo,

il definitivo calar del sole

per il nostro mondo.

Sottomessi

romanizzati

non resta che un ricordo

di un popolo libero e felice

e con me anche questo

si spegnerà.

Nessuno più saprà chi eravamo

così i nostri figli

e i figli dei nostri figli.

Celti eravamo

e celti mai più saremo.

Il tempo passa

tutto cancella

non resterà che polvere

e anche questa un giorno

sarà dispersa dal vento.

Non c'è gloria

in un popolo che perde la propria identità

v'è solo l'apatia di chi ormai

vive senza un domani.

Non sapranno più d'esser celti

e se gli dei vorranno

questo non vedrò

quando una notte

che sarà più lunga delle altre

m'involerò in un'ultima cavalcata.

Sarà come un sogno

nel ricordo di glorie passate

di un tempo che è stato

e non sarà più.

 

Da Canti celtici II

 

 
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