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  Poesie  »  Generica  »  È bello ciò che piace 29/01/2016
 

È bello ciò che piace

di Renzo Montagnoli

 

 

Gelindo era certo il bello

biondo, occhi celestini

alto e ben piantato

era da tutte ben sognato.

Ma lui si disinteressava

fuggiva le occhiate più lascive

tanto che gli uomini del paese

invidiosi com'erano

al bar, fra una partita e l'altra,

dicevan sempre

che era troppo bello per esser maschio.

Lo guardava pure la Rosina

ma nulla sperava, poverina,

perché di certo la natura

non l'aveva beneficiata.

Magra, anzi secca,

con gli zigomi e i denti sporgenti

una voglia di fragola sulla fronte

era la disperazione di suo padre

che già sentiva odor di zitellaggio.

Ma era simpatica la Rosina,

sempre allegra,

pur consapevole di non essere la Venere di Milo.

E invece Gelindo, serio e laborioso,

soffriva di momenti di tristezza

depressione la chiameremmo oggi

spariva dal bar per tanti giorni

si rinserrava in casa

a luci spente.

Anche per lui si prediceva

un celibato senza appello

quando d'un tratto una mattina

tutto il paese apprese con stupore

che Gelindo e Rosina sarebbero

di lì a poco convolati a nozze.

I soliti maligni insinuarono

un matrimonio di comodo

fra un gay e una bruttina

ma dovettero cambiar parere

quando nacque il primo figlio

a cui altri ne seguirono.

Una Rosina ancor più sorridente

e un Gelindo non più incupito

vissero a lungo d'amore e d'accordo

perché, come ebbe adire il vecchio sagrestano,

è sempre bello ciò che piace.

Ora riposano nel cimitero

uniti anche nella morte

e con le due fotografie ravvicinate

sembrano guardarsi

ancor carichi d'amore.

 

Da Il mio paese

 

 

 

 
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