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  Poesie  »  Generica  »  Il reduce 07/07/2011
 

Il reduce

di Renzo Montagnoli

 

 

C'era forse un motivo

per cui la guerra scoppiò

c'era

ma nessuno lo sapeva

e così

dalla quiete di giorni di sole

si passò al clamore delle armi

niente più passeggiate in riva al fiume

non più notti d'amore

ma un unico tempo senza ore

lontano da ogni umana realtà

un giorno senza fine

solo orrore, ansia, paura

e il rimorso che dentro strideva

come una corda di violino

un unico suono lacerante

che superava ogni fragore

sempre presente

ancor più forte

nel silenzio della battaglia finita.

 

Tanti sono rimasti su quel prato

ma tutti restano in me

che intraprendo la via del ritorno

alla casa che un giorno ho lasciato

a un mondo che non sarà

mai più come prima.

Quanto dolore per una guerra

il cui motivo nessuno sapeva

anche se c'era.

Tenebre di colpo calate

su un giorno di quiete

solo per dissetarsi alla fonte del potere,

un'arsura che fa uscire di senno

che nulla fa vedere

se non l'acqua miracolosa da conquistare

e che mai spegnerà questa sete.

Troppi fiori recisi

e a quelli che la lama ha solo sfiorato

resta il rimorso di esserci ancora.

di non poter dimenticare

una follia senza onore

sia per il vinto che per il vincitore.

 

 

(da Canti celtici II)

 

 
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