Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Recensioni  »  Maigret e il signor Charles, di Georges Simenon, edito da Adelphi 19/03/2018
 

Maigret e il signor Charles

di Georges Simenon

Trasduzione di Laura Frausin Guarino

Edizioni Adelphi

www.adelphi.it

Narrativa romanzo

Collana gli Adelphi – Le inchieste di Maigret

Pagg. 154

ISBN  9788845927003

Prezzo Euro 10,00



L’ultimo Maigret





Questo romanzo ha una particolarità: stilato agli inizi del 1972 è l’ultimo in assoluto scritto da Simenon. E che l’ultima fatica dell’autore belga abbia come protagonista il celebre commissario Maigret non penso proprio sia un caso; il personaggio che lo fece conoscere al grande pubblico nel lontano 1931 chiude, nel migliore dei modi, una carriera letteraria ricca di successi e di soddisfazioni. Devo anche dire che il cosiddetto canto del cigno è senza ombra di dubbio uno dei migliori gialli scritti da Simenon, una vicenda strana, una storia di solitudini, con il commissario che, nel consegnare alla giustizia il colpevole di un omicidio non prova soddisfazione, anche per la pietà che ha nei confronti del reo e forse, ipotesi per nulla trascurabile, perché è consapevole che quella che ha appena concluso è stata la sua ultima indagine.

La vicenda, ambientata nei quartieri alti di Parigi, è quella di una coppia che si ignora, lui un ricco e famoso notaio che frequenta assiduamente i locali notturni, assentandosi da casa a volte anche per diversi giorni con una entraineuse che ha rimorchiato, lei, la moglie, una delle sue conquiste notturne, che si stordisce con l’alcool. Il marito non torna da una delle sue avventure, la moglie si preoccupa e interessa la polizia, e infine l’uomo viene ritrovato, morto ammazzato. Non vado oltre per non togliere il piacere della scoperta, ma ho dovuto anticipare questo succinto parziale riassunto per far comprendere l’ambiente e l’atmosfera in cui opera Maigret, un Maigret prossimo alla pensione e che rifiuta l’ambitissimo posto di direttore della polizia giudiziaria, un lavoro più da burocrate che da investigatore, in cui un peso non trascurabile ha la capacità di saper mediare, di essere diplomatici. Che il nostro commissario non accetti l’offerta mi appare scontato, perché è impossibile figurarselo dietro una scrivania tutto il giorno, a firmare carte, a distribuire incarichi, a tenere i rapporti con il ministro degli Affari interni. No, lui è un uomo d’azione, ama quel piacere perverso che prova chi indaga nel seguire una traccia, nel braccare un delinquente. Poi, come peraltro è accaduto altre volte, è uomo che non solo non ama infierire su chi assicura alla giustizia, ma rivela un profondo senso di pietà che se non ammette la possibilità di ignorare la verità e di lasciare andar libero un colpevole, tuttavia nemmeno lo induce a trarre motivo di soddisfazione dall’esito positivo della sua indagine. Direi, anzi, che questa caratteristica di Maigret lo rende unico fra i tanti investigatori creati dagli autori del genere, un brevetto quasi che gli dona una carica di umana simpatia.

Maigret e il signor Charles è un romanzo molto bello, venato da una malinconia frenata a a stento, la malinconia che può prendere chi sta per lasciare una persona amica, una sua creatura che l’ha accompagnato per una quarantina di anni, meglio di una moglie, assai meglio di un figlio, perché in fondo non è altro che lo specchio dell’anima del suo autore.



Georges Simenon, nato a Liegi nel 1903, morto a Losanna nel 1989, ha lasciato centonovantatre romanzi pubblicati sotto il suo nome e un numero imprecisato di romanzi e racconti pubblicati sotto pseudonimi, oltre a volumi di «dettature» e memorie. Il commissario Maigret è protagonista di 75 romanzi e 28 racconti, tutti pubblicati fra il 1931 e il 1972. Celebre in tutto il mondo, innanzitutto per le storie di Maigret, Simenon è anche, paradossalmente, un caso di «scrittore per scrittori». Da Henry Miller a Jean Pauhlan, da Faulkner a Cocteau, molti e disparati sono infatti gli autori che hanno riconosciuto in lui un maestro. Tra questi, André Gide: «Considero Simenon un grande romanziere, forse il più grande e il più autentico che la letteratura francese abbia oggi»; Walter Benjamin: «… leggo ogni nuovo romanzo di Simenon»; Louis-Ferdinand Céline: «Ci sono scrittori che ammiro moltissimo: il Simenon dei Pitard, per esempio, bisognerebbe parlarne tutti i giorni».


Renzo Montagnoli



 
©2006 ArteInsieme, « 09110589 »