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  Recensioni  »  La strana guerra, di Arrigo Petacco, edito da Mondadori 26/01/2019
 
La strana guerra.

1939-1940: quando Hitler e Stalin erano alleati e Mussolini stava a guardare

di Arrigo Petacco

Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

Storia

Pagg. 204

ISBN  9788804583042

Prezzo Euro 19,00


La stasi del fronte occidentale


Venne all’epoca definita, e non a torto, la strana guerra quello stato di ostilità dichiarato fra la Germania e gli alleati anglo-francesi e che cominciò il 1° settembre del 1939 dopo che le forze tedesche si erano impadronite di mezza Polonia (l’altra metà invece fu occupata dall’Unione Sovietica, legata al Terzo Reich da un patto di non aggressione). In effetti, sul fronte occidentale, con i francesi insediati dentro le fortificazioni della linea Maginot, che si sbandierava invalicabile, con gli inglesi acquartierati alla fine di questa lungo una linea che arrivava fino al mare del Nord e un numero assai più ridotto di truppe tedesche a fronteggiarli, era logico pensare, più che a uno stato di guerra, a una tregua armistiziale. In realtà, se lì non si combatteva, in altri luoghi c’erano gli scontri, battaglie, anche furiose, sul mare fra la marina da guerra inglese e le navi corsare naziste. Se questo periodo di pace apparente durò fino al maggio del 1940, allorché le forze corazzate tedesche dilagarono in Francia all’improvviso, su terra e in altri posti si combatté, e non poco, come l’epico scontro fra la piccola Finlandia e il gigante russo che incredibilmente rischiò di soccombere, o come l’occupazione primaverile della Danimarca e della Norvegia, che si risvegliarono ai passi degli scarponi chiodati tedeschi. Perché questa apparente tregua? Quali furono i reali motivi e gli scopi? Arrigo Petacco cerca di rispondere a queste domande, senza tuttavia riuscire a sciogliere il nodo intricato dell’apparenza che ha nascosto chissà quali calcoli, non ultimo quello ipotizzato secondo il quale Hitler intendeva assicurarsi l’alleanza con Francia e Inghilterra per una guerra congiunta contro il comunismo sovietico. Siamo certamente nel campo delle illazioni, non ci sono prove documentali, né testimonianze di rilievo che possano avvalorare questa motivazione, così come si brancola nel buio cercando di dare una spiegazione logica alla decisione del dittatore nazista di fermare la corsa delle sue armate corazzate onde consentire agli inglesi, ristretti nella sacca di Dunkerque, di poter tornare in patria. Voleva dare un segnale di rispetto per un popolo di origine tedesca? Intendeva arrivare a una spartizione dei poteri, con la Gran Bretagna a dominare i mari, e il folle dittatore, terragno per natura, a regnare incontrastato sull’Europa continentale? Come è possibile notare in questo saggio di Petacco ci sono tante domande senza risposte, o al massimo con delle formulazioni di ipotesi; di conseguenza, non c’è da sperare di avere notizie in grado di chiarire atteggiamenti e scopi di un uomo ormai preda del suo delirio di onnipotenza e tanto meno non è possibile avere qualche definitiva delucidazione dai comportamenti del suo alleato Benito Mussolini, ormai irrealisticamente portato a giocare d’azzardo con la pelle degli altri.

E’ evidente che Petacco, storico coerente e preciso, non poteva che riferire le ipotesi, magari sostenendo una piuttosto che un’altra e così La strana guerra (così è intitolato il suo saggio storico) finisce con il diventare un’opera di completa e minuziosa descrizione di quello che fu parte del primo anno della seconda guerra mondiale, un lavoro che si fa apprezzare anche perché non risulta mai tedioso, anzi è di facile e gradevole lettura.




Arrigo Petacco (Castelnuovo Magra 1929 - Porto Venere 2018), è stato un giornalista e inviato speciale, direttore della «Nazione» e di «Storia illustrata». Scrittore e saggista molto prolifico, ha sceneggiato numerosi film e scritto diverse trasmissioni televisive a tema storico per la Rai. Nel suo lavoro di giornalista, per il quale nel 1983 ha vinto il Premio Saint Vincent, ha avuto modo di intervistare alcuni tra i protagonisti della Seconda guerra mondiale. Tra i suoi libri, in cui affronta tematiche storiche spesso intrise di mistero e ribalta verità giudicate incontestabili, ricordiamo Joe Petrosino (1978, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai), Dear Benito, caro Winston. Verità e misteri del carteggio Churchill-Mussolini (1985), La nostra guerra. 1940-1945 (1997), Regina. La vita e i segreti di Maria Josè di Savoia (1998), L'esodo. La tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia (1975 e 2000), L'armata nel deserto. Il segreto di El Alamein (2002), Il prefetto di ferro. L'uomo di Mussolini che mise in ginocchio la mafia (1977 e 2004, da cui è stato tratto un film), L'uomo della provvidenza. Mussolini, ascesa e caduta di un mito (2006), La strana guerra. 1939-1940: quando Hitler e Stalin erano alleati e Mussolini stava a guardare (2008), Il regno del Nord. 1859: il sogno di Cavour infranto da Garibaldi (2009), La principessa del Nordla misteriosa vita della dama del Risorgimento: Cristina di Belgioioso (1993 e 2009), L'ultima crociata. Quando gli Ottomani arrivarono alle porte dell'Europa (2009), Quelli che dissero no. 8 settembre 1943: la scelta degli italiani nei campi di prigionia inglesi e americani (2011), Eva e Claretta. Le amanti del diavolo (2012), A Mosca, solo andata. La tragica avventura dei comunisti italiani in Russia (2013), La storia ci ha mentito. Dai misteri della borsa scomparsa di Mussolini alle «armi segrete» di Hitler, le grandi menzogne del Novecento (2014) e Nazisti in fuga. Intrighi spionistici, tesori nascosti, vendette e tradimenti all'ombra dell'Olocausto (2014), tutti editi da Mondadori. Inoltre, ha scritto i monumentali volumi de La seconda Guerra Mondiale (1979), Storia del Fascismo (1982) e Storia d'Italia dall'Unità ad oggi (1987) per Curcio.  Nel 1986 gli è stata conferita l'onorificenza di Commendatore, su proposta dell'allora Presidenza del Consiglio.


Renzo Montagnoli

 
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