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  Recensioni  »  Le catacombe dell'anima, di Davide Vaccino – Edizioni Il Foglio. 07/03/2008
 

Le catacombe dell'anima

di Davide Vaccino

Prefazioni di Romeo Iurescia

e di Lucia Anna Ferranti

Disegno di copertina  di Violet

Edizioni Il Foglio

Poesia – Silloge

Pagg.138

ISBN: 887606110X

Prezzo: € 12,00

 

Le catacombe dell'anima è un titolo quanto mai indovinato, perché tutta la silloge è permeata da una profonda malinconia, alimentata da un pessimismo trasparente che riverbera dal confronto fra l'io dell'autore e il mondo circostante.

E' indubbio che lo scontro fra realtà esterna e aspirazione intima finisce con l'apparire stridente in tutta una serie di sfaccettature che Vaccino è riuscito a cogliere, per poi tradurle in versi.

C'è così l'orrore di Omicidio di stato (….Il sangue ha dipinto / di rosso quel prato: / lo Stato s'è spinto / a perpetrare reato; /…), la rassegnazione di Le voci dei morti (Le sento fra gli scrosci / d'acqua piovana / sulla terra molle / dei camposanti /…), l'indignazione per i profittatori dell'innocenza altrui di Un biglietto per il Paradiso (Agnes aveva un passaporto / e sulla bocca un bel sorriso: / un battello l'aspettava nel porto, / con un biglietto per il Paradiso. /….).

Non mancano riflessioni esistenziali come nell'eccellente Il buio o anche escursioni dialettali come in Masnà.

L'impressione che se ne ritrae è effettivamente quella di uno sconforto profondo, una macerazione di ideali in evidente contrasto con la realtà, insieme di elementi che condiziona e determina il percorso poetico dell'autore piemontese. Il suo è un mondo non solo ingiusto, ma anche senza speranza, una sorta di riflusso negativo di cui è spettatore e vittima contemporaneamente.

Uno status, quindi, che si riflette in ogni verso che finisce con l'apparire una confessione a se stesso, ma che attrae, pungola, per arrivare poi a compenetrare anche il lettore.

E' originale poi il ricorso indifferente alla metrica e al verso libero, e addirittura  al sonetto, una poliedricità che Vaccino sfrutta abilmente a seconda delle circostanze, magari alleggerendo lo svolgimento di più forte impatto, come in Un biglietto per il Paradiso, oppure qualificando maggiormente  riflessioni di particolare complessità, come ne Il cieco.

Aggiungo, anche, che al di fuori di questa tematica, ma pur presente nella silloge c'è un acrostico e le iniziali di ogni verso finiscono con il comporre il nome e il cognome della destinataria di un sogno notturno, una brevissima parentesi d'amore, un raro momento di serenità.

 

Davide Vaccino  è nato a Vercelli nel 1970 e attualmente risiede ad Albano Vercellese. Ha iniziato a scrivere i primi versi intorno agli anni '80, ma la sua carriera artistica si è concretizzata professionalmente soltanto a metà degli anni '90. Nel 1996 Davide Vaccino ha pubblicato il romanzo gotico “Frammenti di Pazzia” (2 ristampe), vincitore del Premio Internazionale “A. Manzoni” e del “Trofeo delle Nazioni”. Tornato al suo primo amore, la poesia, Davide Vaccino si è classificato nel 1997 al primo posto al Premio Artistico “Città di Cava” e ha vinto nel 1998 il Premio “Cultura Europea”. Nel 1999, il suo secondo libro: “Benvenuti nel Crepuscolo” (poesie, 3 ristampe) si è aggiudicato il Premio “Regioni Duemila”; mentre il suo terzo lavoro, “Passaggi” (versi e racconti, edizione limitata) è stato insignito del Premio Internazionale “Alba del Terzo Millennio”. Vaccino ha ricevuto finora oltre 60 premi e riconoscimenti in Italia e all'estero e appare inoltre su una quarantina di Antologie regolarmente presentate al Salone del Libro di Torino.

 

 
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