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  Recensioni  »  Cantastorie della rivoluzione, di Giacomo D'Angelo – Edizioni Solfanelli 17/04/2008
 

Cantastorie della rivoluzione

Nâzim Hikmet - Joyce Lussu - Velso Mucci

di Giacomo D'Angelo

Copertina di Piero Orsi

Edizioni Solfanelli

www.edizionisolfanelli.it

Saggistica letteraria

Pagg. 64

ISBN: 978-88-89756-28-7

Prezzo: € 7,00

 

 

 

Nazim Hikmet è un poeta indubbiamente conosciuto in occidente per le sue stupende liriche d'amore, che ancor oggi mostrano una freschezza e una vitalità veramente sorprendenti.

Quello che meno si conosce di questo grande autore turco è il suo impegno rivoluzionario e la sua arte poetica connessa.

Ha provveduto alla bisogna Giacomo D'Angelo con un breve saggio (64 pagine) intitolato Cantastorie della rivoluzione, con il preciso fine di denunciare il silenzio critico calato in Italia su questo grande artista.

Ha così scritto una biografia dettagliata sulla sua vita avventurosa, sulla sua passione politica che lo costringerà all'esilio nella Russia sovietica, dove morirà per un attacco cardiaco.

In questa sorta di rivisitazione viene evidenziato il carattere politico dell'altra sua poesia, tanto per intenderci quella che da noi è meno nota.

La vicenda storica di Hikmet viene poi collegata a quelle di altri due poeti che ebbero rapporti con lui in qualità di traduttori e che stranamente sembrano essere caduti nell'oblio, Joyce Lussu e Velso Mucci.

E' una lettura agevole, anche se devo dire che D'Angelo ha calcato un po' troppo la mano sullo spirito rivoluzionario, quasi a sostenere la tesi che la trascuratezza dei critici e  degli editori per la poesia di Hikmet debba dipendere esclusivamente dal suo credo marxista e dalla sua indole sovversiva, circostanza di cui francamente dubito; infatti,  non si spiegherebbe allora perché continuino a essere pubblicate le sue splendide liriche d'amore.

D'altra parte il compito dei critici è quello di approfondire quei lavori del passato che abbiano ancora una valenza e francamente quelle poche poesie di impegno politico e rivoluzionario che ho avuto l'opportunità di leggere mi sono sembrate anacronistiche, perfino anomale come forma di protesta, del tutto superate dai tempi e dagli eventi.

Al contrario le sue liriche d'amore restano tuttora valide, vitali, riescono ancora a incantare e a stupire.

Nel complesso, comunque, il saggio ha il particolare pregio di svelarci aspetti della vita e dell'arte di Hikmet senz'altro poco noti e pertanto rappresenta un utile elemento di integrazione cognitiva per chiunque si appresti a esaminare con spirito critico la sua opera poetica.

 

Giacomo D'Angelo (Bolognano, 1939), pubblicista, vive e lavora a Pescara. Ha collaborato a quotidiani, riviste, RAI regionale, emittenti radiotelevisive private, con articoli letterari, scritti polemici e di costume, rubriche di libri. Redattore per venti anni del periodico “Il dibattito”, attualmente scrive sulla “Rivista Abruzzese”, “Oggi e domani”, “Vario”, “Il Sale”.
     Ha pubblicato in volume: Mi dichiaro estraneo (Samizdat, Pescara 1998), Un passeggero in transito (Samizdat, Pescara 2000), “Introduzione” a Luciano Bianciardi, Un volo e una canzone (ExCogita, Milano 2002), “Introduzione” a Orio Vergani, Quando Gabriele s'innamorò di quella comica (Textus, L'Aquila 2005), Raffaele Mattioli in L'Abruzzo nel Novecento (Ediars, Pescara 2004), L'infinito di un estroso fanciullo, in Arte e Dinastia 1895-2006 (La Cassandra, Pineto 2007), L'editoria in La cultura in Abruzzo dal secondo dopoguerra ad oggi (Ediars, Pescara 2006), Editoria assistita in Tipografia e editoria in Abruzzo e Molise (Rubbettino, Soveria Mannelli 2007).
     Il suo saggio L'emigrazione e gli scrittori abruzzesi dell'italoamericanità è nel sito internet della Regione Abruzzo.

 

 
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