Area riservata

Ricerca  
 
Siti amici  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Canti celtici  
 
Il cerchio infinito  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Intervista all'autore  
 
Libri e interviste  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
 
 

  Recensioni  »  L'azzurro del mare, di Roberto Morpurgo, edito da Joker 30/05/2008
 

L'azzurro del mare

di Roberto Morpurgo

Prefazione di Sandro Montalto

Edizioni Joker

Poesia - raccolta

Pagg. 87

ISBN: 9788875361372

Prezzo: € 12,00

 

 

Chiudo il libro e mi dispiace, perché il fluire dei versi di questa silloge ha la stessa carezza lieve di una brezza di primavera; già la luce fuori si fa fioca e il giorno è passato assaporando le armonie di una penna felice, un susseguirsi di immagini e di emozioni, mai forti, ma sommesse e quasi pudiche, in un lento adagio che avvolge e coinvolge trasmettendo, senza che me ne accorga, una grande serenità.

Questa è la poesia di Roberto Morpurgo, un verbo sussurrato con soavità.

La silloge in verità è costituita da quattro raccolte tematiche (Il dolore e paesaggi, L'azzurro del mare, Viaggiare l'Italia, Pianura e anima), quattro riflessioni di ampio respiro che s'intrecciano a formare un'unica opera composita, come i tempi di una sinfonia.

L'azzurro del mare è anche il titolo di una poesia…

 

C'è a Itaca un trono

sepolto nelle acque

chiare dello Ionio.  

 

Il richiamo al mitico eroe omerico, al lungo pellegrinaggio per il ritorno alla terra natia cela il percorso del poeta alla continua ricerca di una verità che sembra quasi di toccar con mano, ma che poi si disperde come nebbia al sole.

Il ricorso alla metafora è precipuo in questa raccolta, ma  è fatto con misura e con grazia; così nella raccolta Il dolore e i paesaggi appare sfumato (Cammino perché scricchi / la ghiaia),  oppure, come ne L'azzurro del mare, l'aspetto figurativo è simbolo di un'espressione non didascalica, ma incisiva (…/ E' come un istmo il mare. / …). Non manca anche l'aspetto figurativo che introduce al sogno (Autunno / ti illude  Roma / alla sua luce / aurora / che azzurra ulcera / i cieli /   come nevi…) e nemmeno l'impatto tagliente, quasi brutale, per quanto soffuso ( Tango / ballato da enormi tacchi / sul fango / di un lucido / acquazzone…).

Mi sembra indubbio che Roberto Morpurgo riesca a far sentire la sua voce senza gridare, senza sovrastare quella d'altri, e ciò in forza di un forte personalità poetica che permea tutta la sua produzione in cui l'apparente semplicità della costruzione è frutto invece di un'attenta, e probabilmente anche minuziosa, continua ricerca dell'armonia. Il suo è un verso libero, ma procede in un flusso ininterrotto, senza asprezze e acuti, bensì con una levità sonora tale da sembrare soggetta a regole metriche, per quanto diverse dalle classiche.  E in questo scorrere di parole viene a crearsi una composizione di esemplare equilibrio formale e fonetico che arricchisce ulteriormente la lettura, con il risultato che al termine l'appagamento è tale che dispiace che non vi siano altre pagine e altre poesie. 

 

Roberto Morpurgo (Milano, 1959) è laureato in filosofia e scrive poesie, aforismi, racconti, saggi, oltre a coltivare interessi per la psicologia psicoanalitica,  il cinema e anche il teatro. In campo cinematografico ha collaborato fra gli altri con la Provincia di Milano, l'Arci Cinema e l'Obraz Cinestudio. In campo teatrale ha lavorato fra gli altri con il Teatro Universitario di Richard Gordon e collabora come autore drammatico con la RSI (Radio Svizzera Italiana). In campo musicale ha scritto canzoni (musiche e testi) e lavorato per la Ricordi. In campo editoriale ha collaborato fra l'altro con editori ed enciclopedie.
Svolge la professione di consulente aziendale.

 

 

 

 

 
©2006 ArteInsieme, « 014136417 »