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  Recensioni  »  Età di paura al freddo, di William Navarrete, edito da Il Foglio 06/06/2008
 

Età di paura al freddo

di William Navarrete

Traduzione di Ilaria Gesi

Copertina di Elena Migliorini

Edizioni Il Foglio

www.ilfoglioletterario.it

ilfoglio@infol.it

Collana Letteratura Cubana Contemporanea

diretta da Gordiano Lupi

Poesia raccolta

Pagg. 120

ISBN: 8876060839

Prezzo: € 12,00

 

 

In queste poesie di William Navarrete c'è l'anima malinconica di un esule che cerca in ogni luogo fuori dalla sua patria un legame, anche solo spirituale, con la terra che ha dovuto abbandonare e che resta indissolubilmente legata al suo peregrinare, una sorta di Itaca a cui, novello Ulisse, desidera fortemente ritornare, ma che pur così vicina assume, per colpa degli uomini, le caratteristiche di un vascello che sempre più si allontana.

La sua è una fatica di Sisifo, è uno strazio del cuore che nei versi trova l'indispensabile sfogo.

 

Bucintoro

 

Violasti il segreto del tuo mare, città perduta

vaghi nella densità della nebbia

 che sparge i suoi presagi questa notte

in cui nessuna stella ti darà il benvenuto

………..

 

In questa immagine di una Venezia decadente, crepuscolare, è forte il richiamo all'Avana, altra città che sembra perdersi nelle dense nubi dei Caraibi.

Il poeta le unisce in un unico destino, in conflitto fra lo splendore di un tempo e la spettralità attuale.

 

Mercurio alato

 

Pendi, Mercurio alato,

su volti che ignorano la tua agonia,

in fragile equilibrio,

capriccio di artista perfido,

egoista, forse senza amori.

………..

 

Nella sua ars poetica appare anche notevole l'influenza del mondo classico, in particolare quello ellenico, evidentemente considerato un'epoca felice, di uomini liberi con dei a loro immagine e somiglianza.

 

 

Ingannevole profezia

 

Vita,

quanto ho aspettato per sapere

che in te non c'è altro che un canto!

..

 

Benché si tratti di una raccolta non tematica di poesie resta sempre presente quella malinconia di cui prima accennavo, una sorta di dolore compassato, un rimpianto che non cessa mai.

 

Sorprende poi l'abilità di passare dal verso libero al sonetto con cui è realizzata una specie di mini silloge intitolata Divertimenti famosi. Questa intestazione non deve però trarre in inganno. Sì, William Navarrete è probabilmente uomo che sa anche ridere, ma l'amarezza di fondo lo porta a stemperare la vena umoristica che finisce con l'essere appena accennata, in una profusione di versi da cui emerge un'ironia sottile, quasi un gioco fra sé e sé per dimostrare che alla  malinconia comunque non si sfugge e tutto ciò che è in contrasto a essa finisce con l'essere un semplice surrogato.

 

 

Quindi una raccolta quanto mai varia da cui è possibile avere un'idea abbastanza completa delle qualità di questo grande poeta, i cui testi non sono per niente incomprensibili, pur se sovente sospesi in una dimensione irreale  che dona loro un tocco di arcana magia, come, per esempio, in Maree di San Michele:

 

Marea della rupe, incastro della luna

sei o onda che cavalca su una sella

di vongole, capesante, ostriche.

 

Sposa del pescatore, Excalibur del mare,

tu che lambisci i piedi dell'arcangelo

lambisci i miei, stanchi di aspettare.

 

…….

 

Apprezzabile, peraltro, è il fatto che a fronte ci sia la versione in lingua originale, il che rende possibile cogliere l'armonia e l'equilibrio dei versi.

Età di paura al freddo è una raccolta di gradevolissima lettura, ma anche di contenuti di tutto rilievo, pregi che mi inducono a raccomandarvelo caldamente.

 

  

William Navarrete (Cuba, 1968).

Scrittore, saggista e critico d'arte.
Resiede a Parigi dal 1991. Autore dei saggi La chanson cubaine, Cuba:la musique en exil, Insulsa al pairo e Centenario de la República Cubana.
Fondatore e presidente della Asociación por la Tercera República Cubana. Ha organizzato molteplici conferenze ed esposizioni di arte in Francia, collabora per diverse riviste e periodici in Europa e in America. La sua raccolta di poesie Edad de miedo al frío (Cádiz, 2005), che presentiamo per la prima volta in traduzione italiana, ha vinto il primo premio di poesia Eugenio Florit organizzato dal Circolo di Cultura Panamericano di New York.

 

 

 
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