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  Recensioni  »  La luna di carta di Andrea Camilleri 01/06/2006
 

La luna di carta   di Andrea CamilleriSellerio editore Palermo

 

 

Il tempo passa per tutti, anche per l'inossidabile, in apparenza, commissario Salvo Montalbano. Infatti, nel penultimo episodio della fortunata serie pubblicato da Sellerio, assistiamo a un invecchiamento più  psicologico che fisico del simpatico investigatore che, quando la sveglia il mattino gli interrompe il sonno, nell'attesa di decidersi a lasciare il letto corre sistematicamente con il pensiero alla morte.

La stranezza è che, se per lui ci sono altri segni dell'incipiente senilità, per tutti gli altri personaggi di contorno (Catarella, Fazio, Mimì Augello) il tempo sembra invece essersi fermato, quasi a voler significare che l'identificazione autore-protagonista ormai è diventata talmente accentuata che sempre più prevale su Montalbano Andrea Camilleri. E così, mentre tutto il resto non cambia, quasi cristallizzato, inevitabile è il declino del personaggio principale, qui alle prese con due donne affascinanti, ma pericolose.

L'invecchiamento di Montalbano non è l'unica peculiarità di questo episodio, perché il giallo assume i contorni sottili, spesso sfumati propri delle opere della grande Agata Christie; quindi nessun colpo di scena eclatante, ma un lavoro di investigazione meticoloso e quasi oscuro che porterà a scoprire la verità in ordine a un misterioso delitto.

Un altro elemento di novità è dato dalla relazione incestuosa fra fratello e sorella, argomento difficile a trattarsi, ma ben affrontato, con il dovuto tatto, da Camilleri. Nei precedenti episodi richiami di ordine sessuale costituivano un corollario della vicenda, mentre in questo ne sono il tessuto strutturale, finendo con il diventare un limite. In questo senso l'autore sembra avere appannata la creatività della trama, ricorrendo in fin dei conti a un intreccio abbastanza scontato. Resta comunque sempre di elevato livello la capacità di creare atmosfere e ambienti, arrivando a delineare un quadro d'insieme non avulso dalla realtà, ma specchio impietoso della situazione odierna non solo della Sicilia, ma dell'intera nazione.  

 

 

L'autore

 

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925. Ha iniziato a lavorare come regista teatrale nel 1942, mettendo in scena, da allora, più di cento opere. Ha esordito come romanziere nel 1978 con “Il corso delle cose”, primo dei romanzi storici (La strage dimenticata, Il birraio di Preston, La connessione del telefono, per ricordarne solo alcuni). La fortunata serie che ha come protagonista il commissario Montalbano vede i natali assai più tardi,  nel 1994, con “La forma dell'acqua”. 

 

 

                                  

 

 
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