Intervista
a Claudio Magris
di Sergio Sozi
Historica Edizioni
www.historicaweb.com
Saggistica letteraria
Pagg. 43
ISBN 9788896656112
Prezzo € 5,00
E’ indubbio che i libri di Sergio Sozi,
fatta eccezione per il romanzo Il menù, presentino caratteristiche
del tutto particolari, ricomprendendo forme espositive diverse. E’ accaduto con
Ginnastica
d’epoca fredda, con un bel racconto intitolato appunto così, accompagnato
da un breve, ma esaustivo saggio sulla Storia della Letteratura degli italiani
d'Istria, Quarnaro e Dalmazia.
In Intervista a Claudio Magris, un vero e proprio dialogo
culturale avvenuto nel 2006, è ricompresa l’analisi di una lettera, pubblicata
nell’estate del 2009 sul Corriere della sera, e indirizzata dallo stesso Magris
al Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella
Gelmini, epistola che fra l’ironico e il satirico è una decisa presa di
posizione sull’unità linguistica e sull’identità nazionale, .
Ora, le interviste possono magari incuriosire, ma è meno frequente
il caso che possano veramente interessare e quella presente in questo libro è
una di quelle, rare, che veramente costituiscono
un’occasione da non dimenticare. I motivi della pregevolezza di questo scambio
di domande e di risposte risiedono da un lato nella capacità di Sozi di formulare quesiti che, pur nell’ambito della
cultura, sono di portata ampia e tale da essere considerati imprescindibili
nell’attuale contesto sociale, e dall’altro nell’elevato livello intellettuale
di Claudio Magris, disponibile a un dialogo schietto, sincero, non dogmatico e,
soprattutto, non politicizzato.
E’ fuor di dubbio che l’autore triestino rappresenti ormai da
tempo un faro per la cultura non solo italiana, ma
mondiale; in lui convivono, interagendo, un profondo senso etico che tende a
restituire alla conoscenza il valore di accrescimento spirituale dell’uomo, e
la capacità di analizzare i fenomeni mettendo a frutto la corposa cultura
assimilata con spirito critico nel corso della sua esistenza.
Magris è certamente un nome conosciuto, ma ritengo opportuno
brevemente sintetizzare chi sia veramente. Triestino, laureato in Lingua e
Letteratura tedesca, che insegna nell’università di Trieste, saggista di primo
piano (suoi sono i Tre studi su Hoffmann, Lontano da dove, Joseph Roth e la tradizione
ebraico-orientale, ancora Tre saggi su Hoffmann, Utopia e disincanto), è anche narratore
(Un altro mare, Le voci, Microcosmi, con
cui ha vinto il Premio Strega). Figura di assoluto rilievo in campo letterario, è sovente nella rosa dei papabili per il Premio
Nobel.
Per quanto concerne Sergio Sozi mi
permetto di rimandarvi alla breve biobibliografia esposta in calce.
Ritorno all’intervista, un vero e proprio dialogo, fra un uomo di
frontiera come Magris e un italiano proiettato nella complessa realtà di quella
frontiera come Sozi; la stessa inizia prendendo
spunto da Microcosmi, il romanzo dell’autore triestino che ha avuto come
riconoscimento il Premio Strega, e in particolare dalle pagine riguardanti il
Monte Nevoso (Sneznik). Non ho letto questo libro, ma
sono dell’opinione che quel rapporto-conflitto tra uomo e natura non possa che
suscitare il mio più pressante interesse. Credo che Magris abbia saputo
cogliere quel problema esistenziale che, nel mentre ci porta a fuggire da una
vita convulsa e irrazionale, ci pone di fronte anche a un dilemma, un dubbio
amletico sui motivi della nostra presenza e sull’accettazione di essere umili
parti di un caos perfetto.
Non vado oltre, evitando anche di riferirmi alle successive
domande, perché l’interesse diretto e immediato che può offrire solo la lettura
del libro finirebbe inevitabilmente con il disgregarsi, tentando un lezioso e
tutto sommato inutile riassunto.
Il breve saggio invece sulla citata lettera al Corriere della sera
è l’occasione, ghiotta, per Sozi, che ovviamente
condivide i contenuti di quest’epistola, per rivendicare la nostra italianità,
tema a lui sempre caro, al punto da costituire l’oggetto delle sue opere di
narrativa, e che si tratti di un uso corretto della nostra lingua, oppure della
riaffermazione di una comune nazionalità, le cose non cambiano.
Bella, ironica, anche sarcastica è la lettera di Magris, puntuale,
esauriente e senza retorica ne é il commento di Sozi.
Quindi ci troviamo di fronte a un libro strano, senz’altro di
estremo interesse, parole distillate per compendiare concetti e forme in modi
più che corretti, decisamente comprensibile, l’ideale per una lettura
gradevole, ma che induce a frequenti riflessioni. Gli antichi romani, ma
anch’io, lo definirebbero con una semplice, ma
efficace locuzione: jucunde docet.
Sergio Sozi
è vissuto in Umbria e in Slovenia. Giornalista culturale per testate italiane e
slovene, poeta e narratore, già Premio Scritture di
Frontiera di Trieste e Primorska Srecanja,
ha pubblicato colloqui con Dacia Maraini, Sebastiano Vassalli, Diego Marani e Claudio Magris.
Il suo primo libro fu la raccolta poetica ''Oggetti volanti'' (Perugia
2000, segnalato dal Premio Sandro Penna 1999), seguito da ''Il maniaco e altri
racconti'' (Roma 2007, racconto eponimo segnalato dal Concorso Scritture di
Frontiera).
Il racconto ''Ginnastica d'epoca fredda'', prima di essere
pubblicato nel 2009 in
Italia da Historica Edizioni, è stato segnalato e
antologizzato in Croazia nel 2008
a cura del Premio Fulvio Tomizza
– Lapis Histriae.
Interessato alla conservazione dell’autentica lingua italiana e
dell’identità nazionale ha pubblicato nel 2009 per i tipi delle Edizioni Historica il romanzo “Il menù”.
Renzo
Montagnoli