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  Recensioni  »  Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque 02/09/2006
 

Niente di nuovo sul fronte occidentale

di Erich Maria Remarque

Mondadori

Narrativa romanzo

Pagg. 248

Prezzo: € 7,80

 

Questo romanzo mi è stato compagno fedele fin dalla gioventù ed è stato oggetto di più riletture al fine di non dimenticare il messaggio di pace che porta in modo addirittura sublime.

La guerra, questa bestialità dell'uomo, mai è stata descritta così bene come in questo testo di Erich Maria Remarque, alsaziano che l'ha vissuta direttamente sul fronte francese combattendo sotto le bandiere dell'impero tedesco.

Non c'è una riga di troppo, non si avverte mai la tentazione, in cui era pur così facile cadere, di invitare il lettore alle facili lacrime. Eppure la commozione prende mentre si scorrono le pagine, dense di episodi di una gioventù allevata con uno spirito nazionalistico che l'ha fatta aderire entusiasticamente a una guerra motivata dalla becera retorica della grandezza della patria e della legittima aspirazione di ampliarne i confini. Parole vuote riempiono le menti di questi giovani studenti, nascondendo non solo gli autentici fini di potere e di denaro di ogni guerra, ma anche la realtà della stessa.

Anni in cui si dovrebbero conoscere le gioie della  vita sono così segnati dall'orrore della morte, dalla paura di ogni giorno, dal senso di colpa che ti prende quando ferisci a morte un nemico, se poi hai occasione di conoscerlo e di vedere in lui un povero disgraziato come te, numero in una macchina infernale che tutti divora, vinti e vincitori.

Si può solo resistere se si conserva, o addirittura si crea, un gruppo affiatato di amici con cui condividere questa pena di vivere.

La fornace della guerra, però, strapperà al protagonista, ad uno ad uno, gli affetti, rendendolo sempre più indifferente alla vita fino a quando anche lui verrà ucciso.

Il romanzo è senza ombra di dubbio un autentico capolavoro che dovrebbe costituire oggetto di studio nelle scuole di ogni nazione, con dignità pari a quella dei testi di grandi classici, e con il preciso scopo di non dimenticare che la pace è uno stato di grazia.

Dubito, però, che ciò sia possibile, perché gli interessi che muovono alla guerra sono gli stessi che presiedono alla vita di ognuno durante i periodi di relativa tregua.

 

 

Erich Maria Remarque nasce il 22 giugno 1898 a Osnabruck  e muore il 25 settembre 1970 a Locarno. Benché di origini francesi non esita nel giugno del 1916 a arruolarsi per partecipare alla Grande Guerra e viene subito destinato al fronte occidentale, dove viene ferito. Al termine del conflitto viene insignito dell'onorificenza della Croce di Ferro, a cui tuttavia rinuncia. Negli anni caotici di Weimar vive di lavori saltuari , fino al 1924, quando inizia l'attività di giornalista. Scrive in quegli anni “Niente di nuovo sul fronte occidentale” che, pubblicato nel 1929, ottiene subito un grande successo, tanto che Mileston ne ricava nel 1930 una versione cinematografica che forse è la migliore.

Osteggiato dai nazisti, si rifugia dapprima in Svizzera e poi negli Stati Uniti. Ritornato in Europa nel 1948, muore nel 1970 in una clinica di Locarno.

La sua produzione letteraria è piuttosto variegata e caratterizzata da opere di eccellente valore, anche se “Niente di nuovo sul fronte occidentale” può essere considerato il suo miglior romanzo.

Di notevole interesse, comunque, sono anche “Ama il prossimo tuo” del 1939, “Tre camerati” del 1936, “Arco di trionfo” del 1945, “Tempo di vivere, tempo di morire” del 1954, “L'obelisco nero” del 1956.         

 

 

 

 
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