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  Racconti  »  Narrativa generica  »  La monnezza è ricchezza 19/01/2008
 

La monnezza è ricchezza

                        di Renzo Montagnoli

 

 

- Ci troviamo a Pianezza, dove c'è la famigerata discarica e dove l'emergenza è più acuta. Come potete notare dalle riprese del nostro operatore la spazzatura è ovunque, sui marciapiedi, in mezzo alla strada, ammucchiata davanti alle scuole. E' uno spettacolo orribile e il puzzo è ovunque.

Gustavo Brambilla, giornalista di Telealtavaltellina Libera, spense l'audio del microfono e si portò una mano alla gola a soffocare i conati di vomito. 

Alì Mahmoud, l'operatore televisivo, in Italia da 10 anni e ancora in attesa del permesso di soggiorno, sbottò:

- Dottore, se sapevo che l'Italia era così col cavolo che venivo via dal Marocco.

- No, Alì, è quest'Italia che è così, perché da noi è diverso; lì c'è ordine, organizzazione e pulizia.

- Sarà, ma questo permesso di soggiorno è da anni che l'attendo.

- Stai tranquillo, e sii contento, perché così non devi pagare le tasse; tu sei da noi e non ci sei, l'ideale per evadere il fisco.

- Dottore, ma se racconto di questa immondizia a casa mia non ci credono; son capaci di pensare che sono ammattito.

- E a te che importa. Continua a riprendere e basta. Ecco, fai una zumata in fondo alla via dove i bambini dell'asilo stanno dando fuoco a un cassonetto, o meglio a quello che secoli fa doveva essere un cassonetto. Ora voglio fare delle domande a qualcuno e tu devi fare delle belle riprese.

Gustavo Brambilla si guardò intorno, poi trovò il soggetto adatto, un vecchietto smilzo, incanutito seduto sull'immondizia.

- Mi scusi, vorrei farle alcune domande.

Il vecchietto lo guardò torvo.

- Solo poche cose, che riguardano questa sporca faccenda.

- Sporca, ha detto bene, sporca, lurida, lercia che è una schifezza.

- Se può moderare il linguaggio…sa, siamo in televisione.

- Va bene, dica pure.

- Da quanto c'è questo problema?

Il vecchietto chiuse gli occhi, come a cercare la memoria, poi sbottò:

- Dunque, sono nato il 15 aprile 1920…Un attimo che penso. Ah, sì. E' cominciato tutto con la Repubblica. Non che prima non ci fosse la monnezza, ma ce n'era poca, perché non si mangiava. Poi, la Cassa del Mezzogiorno e un po' di briciole ci sono arrivate, solo quelle però. Che fame che dovevano avere quei politici: si sono mangiati tutto.

Brambilla spense l'audio e un po' imbarazzato raccomandò all'intervistato di non parlare di politica.

- Va bene, ma se esiste una politica economica, in questo paese c'è solo la politica non economica.

- Mi servono alcuni chiarimenti. Ma come fate a vivere in mezzo a questo tanfo?

- Quale tanfo?

Brambilla lo fulminò con lo sguardo.

- E' che voi che non siete di qua non siete abituati; noi abbiamo ormai l'olfatto atrofizzato ed è anche un bene, perché non sento il puzzo del mangiare che mi passa l'ospizio.

- Capisco, ma si mormora che c'è gente che si arricchisce con questa spazzatura; si parla di discariche abusive, di scorie pericolose.

E qui Brambilla abbassò la voce e quasi sussurrando fece il nome della camorra.

- Ehhh, la camorra, ma volete capire che non esiste, è tutta propaganda di certi giornalisti per vendere più copie.

Brambilla spense il microfono e si allontanò alla ricerca del sindaco.

Gira rigira, evitando i cumuli di spazzature, alcuni dei quali in fiamme, davanti al municipio si imbatté in un assessore.

- Posso rivolgerle un paio di domande?

- A disposizione.

- Lei è assessore a cosa?

- All'ambiente.

- All'ambiente? Allora cerchi di spiegarci com'è potuta accadere una cosa simile.

- Quale cosa?

- Insomma, quest'emergenza spazzature.

- Non c'è nessuna emergenza, anzi è tutto programmato come un orologio svizzero.

- In che senso?

- Voi fate la raccolta differenziata, che è un po' razzista, e noi invece, con grande risparmio per il comune, ricorriamo all'usa e getta, indifferenziato.

- Eh?

- Guardi, è semplicissimo: noi siamo molto più avanti di voi del nord. Se mi lascia cinque minuti le spiego.

- D'accordo.

- Allora, da voi ci sono i lavori socialmente utili, da noi sono inutili socialmente, ma proficui individualmente.

L'operatore ecologico non fa niente, perché non deve fare niente, o meglio, se proprio vuole, può fare un altro lavoro.

Noi non vogliamo le discariche perché non ne abbiamo bisogno; si butta tutto in strada, poi ogni tanto si termovalorizza senza la necessità di costruire impianti costosi, basta un po' di benzina, un fiammifero e il freddo di questa stagione diventa meno rigido.

Brambilla era visibilmente agitato e sudava, anzi grondava.

- E allora perché, per esempio, vi opponete alla riapertura della discarica?

- Lì faremo un campo da golf, una meraviglia, anzi la invito sin d'ora a venire all'inaugurazione.

- E quando sarebbe?

- Ecco un altro difetto di voi settentrionali: le scadenze improrogabili. Quando non lo so, ma verrà fatto.

- Scusi, ma il motivo per cui protesta questa gente?

- Se si riapre la discarica, i lavori per il campo da golf subiranno un ritardo.

- A dire il vero, lamentano che la mortalità per malattie tumorali nella zona è superiore alla media nazionale.

- Scusi, ci pensi un attimo, ma se questo fosse vero, perché avrebbero costruito tutte quelle case intorno alla discarica? Mi creda, caro giornalista, quando le dico che la monnezza è ricchezza. Adesso ci portano via le nostre spazzature, a cui tanto siamo affezionati, ma ci facciamo pagare, e come se ci facciamo pagare, perché abbiamo ottenuto per loro dalla regione il marchio DOPC, denominazione d'origine controllata e protetta. Sono talmente importanti per il paese Italia che da anni sono gestite da commissari e piovono soldi da Roma come un temporale estivo.

Pensi che addirittura ne esportiamo in Germania, con grande sacrificio da parte nostra nel vedere questi frutti del nostro lavoro finire nelle mani di quei dannati crucchi. La nostra è roba buona, mica come quella che ci mandano loro e che siamo costretti a disperdere sul territorio per non contaminare il nostro prodotto. Sì, perché ci sono rifiuti e rifiuti, e quelli campani sono il fiore all'occhiello della nostra grande nazione.

Si udì un tonfo. Alì, asfissiato, si era lasciato andare sul cumulo di spazzature. Sarà stata l'aria irrespirabile, sarà stata la vista del malore del collaboratore, ma anche Brambilla si sentì mancare, e mentre scivolava sulla monnezza, udì come lontane, ma ancora comprensibili, le parole dell'assessore:

- Ragazzi, datemi una mano e tiriamoli via da qui, perché altrimenti inquinano tutto.    

 

 

N.B:

 

Ogni riferimento a fatti o a persone è del tutto casuale.

In Campania non c'è l'emergenza rifiuti e il paese di Pianezza non esiste, coperto com'è ormai da tempo…dalla monnezza.

 

 

 

 

 

 
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