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  Racconti  »  Narrativa generica  »  Le bocche 09/07/2006
 

-         Si sdrai sul divano, si rilassi e cerchi di rispondere alle mie domande con spontaneità, senza vergogna.

-         Sì, dottore, farò come dice lei, anzi qualsiasi cosa purché questo incubo finisca.

 La luce si abbassò nello studio del Dottor Muhleim, celebre psicanalista di origine austriaca, e cominciarono a diffondersi le note di un brano di Mozart.

-         Mi dica allora com'è quest'incubo.

-         Vede, dottore, vado a letto in genere a mezzanotte e, stanco per la lunga giornata di lavoro, mi addormento subito.

-         Prima ha dei rapporti con sua moglie?

-         Non sono sposato e dormo solo.

-         Prosegua.

-         Non so dirle quanto tempo passa da quando prendo sonno, ma immancabilmente ogni notte l'incubo si ripete, ossessivo, asfissiante.

Il Dottor Muhleim si grattò la barbetta da capretta che gli copriva il mento, si avvicinò al paziente e gli sussurrò: - Sì, sia bravo, si rilassi, e mi racconti tutto.

-         Ebbene, a un certo punto cominciano ad apparire, a uscire dal buio, ad avvicinarsi al letto.

-         Che cosa?

-         Bocche, tantissime bocche spalancate, lingue gonfie e coperte di saliva. Bocche sdentate, o con denti in pessime condizioni.

-         E si limitano a questo?

-         No, no! Magari! Vomitano parole senza senso, suoni disarticolati, quasi dei gargarismi.

-         Interessante. E poi?

-         E poi…quando mi risveglio madido di sudore, e in genere è l'alba, spariscono.

-         Per oggi abbiamo finito; alla prossima seduta.

-         Mi dica dottore, sia sincero: c'è speranza che il mio sonno possa tornare tranquillo?

-         Vedrà che troveremo il motivo di tutto questo e di seguito la cura adatta.

 

 

Tre giorni dopo

 

-         Buongiorno. Sempre lo stesso sogno?

-         Purtroppo sì.

-         Per caso, da piccolo, ha visto sua madre e suo padre che facevano l'amore?

-         No.

-         Sia sincero. Dica che lei li spiava sempre.

-         Ma sono sincero. Mai fatta una cosa del genere.

-         Va bene, cercherò di crederle. Lei, per caso, in gioventù praticava l'onanismo con particolare assiduità?

-         Dottore, mi mette in imbarazzo, ma le posso dire che avevo un comportamento normale.

-         Quante volte in una settimana faceva pratiche masturbatorie?

-         Come faccio a ricordarmelo! Comunque, poche.

-         Poche quanto?

-         Che ne so. Due-tre volte la settimana.

-         E adesso?

-         Nessuna; ho una relazione con una signora e a lei dedico le attenzioni del caso.

Il Dottor Muhleim si avvicinò al paziente e gli sussurrò con tono imperioso: - Questa donna le ricorda sua madre?

-         Certo che no. Adele è alta e bionda; mia madre era piccola e mora.

-         Ha una bocca particolare?

-         A me sembra normalissima.

-         Il caso si presenta difficile e temo che il nostro rapporto sarà assai lungo.

-         In verità, Dottore, avrei anche i miei impegni di lavoro.

-         Insomma, vuole o non vuole che queste bocche spalancate non la tormentino più?

-         Certo, sono qua per questo.

-         E allora lasci perdere per un po' gli affari. A proposito, che lavoro fa?

-         Il dentista…

  

 

 
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