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  Editoriali  »  I dilettanti dell'economia e della finanza 13/10/2006
 

           I dilettanti dell'economia e della finanza

 

A leggere i passi questa finanziaria sorge immediato il sospetto che Padoa Schioppa sia scoppiato.

Il motivo è semplicissimo: nessun rimedio sostanziale sulle spese strutturali che ci penalizzano così costantemente e prelievo fiscale indiscriminato e spesso del tutto demagogico.

I benefici per le classi meno abbienti non esistono, anzi verranno ancora più penalizzate e per questi motivi:

- le aliquote fiscali sul reddito prima erano il 23% fino a 26.000 Euro e il 33% da € 26.0001 a € 33.500; dal 2007 diventano il 23% fino a € 15.000, il 27% da € 15.0001 a € 28.000 e il 38% da € 28.001 a € 55.000.

Con i semplici conti della serva, prendendo come importo quello del precedente secondo scaglione, vale a dire € 33.500, questo prima era gravato da Irpef per complessivi € 8.455; ora, lo stesso importo di reddito lordo, pagherà di imposte € 9.050. Anche il discorso degli assegni familiari, aumentati, porta solo in pochi casi a qualche modesto beneficio, che verrà invariabilmente fagocitato dall'ulteriore possibilità estesa a Regioni e Comuni di recuperare fiscalmente le minori attribuzioni dallo stato.

Aggiungo, fra i tanti provvedimenti incresciosi, la tassa sui SUV, odiosa e senza vantaggi apprezzabili, l'aumento del bollo per le auto che non siano Euro 4, un ulteriore aggravio per le classi meno abbienti che fanno durare un'auto decenni.

E pensare che senza far pagare a chi sempre paga si poteva tranquillamente incidere su almeno una delle spese strutturali ed ottenere entrare enormemente superiori a quelle previste con questa finanziaria.

Nel primo caso sarebbe bastata una generale revisione del capitolo di spesa della sanità riguardante il prezzo dei medicinali, in Italia mediamente il doppio della media europea, con un risparmio annuo quantificabile in non meno di 5 miliardi di Euro; nel secondo una decisa politica contro l'evasione, attuabile con risultati notevoli in tempi assai brevi, e anche in questo caso quantificabile in non meno di   

15 miliardi di Euro all'anno.

Non si sono però voluti colpire gli interessi dei soliti noti.

E allora chi pagherà? Ma certo, il solito Pantalone.

 

 

 
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