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  Editoriali  »  Analisi in breve di uno scrittore: Remo Bassini 09/11/2006
 

Analisi di un successo

 

Non c'è dubbio che per Remo Bassini il 2006 è stato un anno positivo, con due romanzi pubblicati (Dicono di Clelia e Lo scommettitore). In effetti, in un  quadro letterario nazionale volto alla ricerca di un identità, lo scrittore cortonese riscopre un filone di cui da troppo tempo si sentiva la mancanza.

In un mondo sempre più convulso e spersonalizzante le realtà delle piccole città fanno emergere personaggi non facilmente visibili nei grandi agglomerati e con essi fatti e sentimenti che possono, se adeguatamente sviluppati, ricondurre il lettore a origini dimenticate, ma latenti e pronte a ripresentarsi. L'epoca attuale esige la necessità di un ritorno alla natura, al vivere effettivo con interscambi culturali a diversi livelli, a quell'indispensabile contatto umano così negletto dalla massificazione degli interessi, dalla strutturazione di un'esistenza secondo schemi preordinati buoni per tutti, pena l' essere esclusi da una collettività del tutto impersonale.

Non è che Bassini abbia scoperto qualche cosa di nuovo, ma il suo merito è  quello di averlo riproposto traendolo dall'oblio del tempo, adeguandolo alle necessità correnti secondo uno stile volto a privilegiare l'immediatezza con pochi sapienti tratti di penna che delineano esemplarmente i personaggi delle trame dei suoi romanzi. E non si tratta di figure astratte o idealizzate, ma di persone del tutto reali, con caratteristiche non spinte all'eccesso, perché giustamente, tranne casi rarissimi, il bene non sta tutto da un parte e il bene dall'altra.

Il microcosmo di Bassini delinea così un quadro veritiero, un approfondimento dell'individuo, spesso superficiale negli scritti di altri autori. E' indubbio che in ciò viene agevolato dal fatto di vivere in una piccola città, il cui strato economico è legato indissolubilmente all'attività agricola, con i suoi tempi dettati dalle stagioni, senza le frenesie proprie del mondo industriale.

Si respira, così, un'aria buona in questi testi, scorrevoli senza essere affrettati, limpidi senza essere del tutto trasparenti, con il risultato di un coinvolgimento emotivo che il lettore non può che apprezzare, ritrovando in questo o in quel personaggio qualche cosa di se stesso.

La riscoperta dell'individuo, della vita fatta di piccoli avvenimenti quotidiani finisce con l'imporre un ripensamento su tutta un'esistenza che passa spesso senza che ce ne accorgiamo.

Ecco, Remo Bassini riesce a ricondurre l'uomo al suo “io”, a ritrovargli un'identità perduta, e questo veramente non è poco.   

 

   

 

 

 
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