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  Editoriali  »  Così è la vita, di Lorenzo Russo 19/02/2016
 

Così è la vita?

di Lorenzo Russo

 

 

Tutto ciò che succede in questo mondo è sempre accaduto, eppure l'uomo reagisce come se accadesse per la prima volta.

Dopo la grande guerra, che tutto distrusse sia materialmente come spiritualmente, ci fu la grande ripresa in entrambi i campi.

Materialmente si è dato a costruire case, ville, palazzi, enormi capannoni commerciali, fabbriche, ecc. senza limiti, così che incalcolabili ettari di terreno agricolo, o almeno il necessario per il mantenimento dell'equilibrio ecologico, fu sacrificato per sempre.

Spiritualmente si è dato al superamento di ogni norma etica e morale, nel credo che si possa bastare a se stesso senza il loro rispetto..

L'uomo ha dimenticato che esse sono indispensabili per il controllo dei suoi istinti animaleschi, tanto da poter affermare che egli si trovi oggi davanti a un precipizio senza capacità di rimedio.

La ragione lo avverte da tempo di fermarsi, di creare regole comportamentali miranti alla sua sopravvivenza, ma lui non è più capace di reagire, anche perchè crede che la sua ingegnosa intelligenza lo possa salvare in tempo.

Di fatto crea sempre più complicati apparati, in grado di curare ogni malattia, di trasportarlo nell'infinità dell'Universo, non solo alla ricerca della sua origine ma anche delle materie prime, delle quali ha sempre più bisogno per soddisfare la sua cieca fame di dominio e spreco.

Per questo scopo non manca di inventare armi sempre più potenti che, qualora venissero impiegate, sarebbero in grado di annientarlo insieme al suo pianeta che lo ospita.

L'ago della bilancia si sta spostando sempre più verso il polo della sua sconfitta finale.

L'unica forza che potrebbe salvarlo, spingendolo al compromesso e conseguentemente alla collaborazione con i suoi simili, stato con altri stati, blocchi politici con altri blocchi politici per creare un mondo equo e sociale, viene sopraffatta dall'egoismo e presunzione di voler e poter dominare su tutto e tutti.

“Uomo secondante del Dio della distruzione, dunque“

La necessità di coesistenza viene soppressa dal timore generale di venire sopraffatto, così che egli è portato ad armarsi il più possibile per difendersi contro un suo simile, aggressore o ritenuto come tale, ma che in verità non altro è che un essere preso dagli stessi timori, difetti e volontà di dominio del primo.

Purtroppo la realtà della vita in terra è molto più complessa di quanto l'uomo possa riconoscere e regolare, anche perchè essa è dipendente dall'altra, ancor più complessa e sconosciuta dell'Universo, tanto da poter affermare che la probabilità che l'uomo si annulli prima di scoprirla è più che certa.

Non posso fare a meno di prendere in considerazione che l'uomo sia stato messo in vita da un qualcosa per farlo tribolare nei suoi sforzi di riuscire a risolvere l'enigma della sua esistenza, per la soluzione del quale sarebbe meglio che egli fosse umile e sobrio.

Umiltà e sobrietà sono due requisiti necessari per mantenere l'equilibrio psichico e spirituale, senza i quali la vita diventerebbe un orrore senza fine.

Mi viene di definirle forze divine, ricevute per stabilire la sua origine particolare e aiutarlo a raggiungere mete più elevate.

A esse si oppone la forza del male che, alimentando le sue debolezze e timori, lo rende prodotto da scarto.

Da qui l'irrevocabilità della scelta che determina il suo destino: seguire il primo percorso o il secondo?

Conseguentemente si profila la messa in atto di un gioco con esiti esaltanti od ossessionanti.

Un gioco con giocatori inesperti ma affamati di potere e avventura.

La vita va comunque vissuta, da essa non c'è uscita e neanche alternativa; i conflitti vanno risolti perchè è da loro che sorgono le energie necessarie di vita per diventare superiore e forse anche migliore.

Se un tempo l'uomo supplicava con devozione e rispetto uno o più Dei soccorritori per riuscire nella sua impresa di conquista della vita, oggi egli crede di poterli sostituire con le sue ingegnose creazioni nelle quali veder riflettere la sua origine divina.

Un conflitto tra giganti è sempre in atto, simile a quello trasmesso dalla mitologia greca.

Purtroppo sappiamo come finì per l'uomo.

Si sa chi tiene le redini in mano nel mondo e non sono così tanti da non poterli individuare.

In primo piano l'alta finanza, per niente propensa a sostenere il popolo, poi la classe politica, industriale, bancaria insieme agli opportunisti presenti in ogni attività e funzione che, pur di rimanere a galla, sono disposti ad ogni voltafaccia, alla fine il popolo, poco istruito e ingenuo ma per lo più onesto.

Una costruzione piramidale, nella quale il popolo forma la base che sostiene tutto il peso e gli oneri che i sovrastanti richiedono e sprecano.

Il loro progetto di unificare i popoli sarebbe da approvare, se non fosse che serve più per loro che per i popoli stessi.

La globalizzazione dei mercati ne è la prova chiara ed eclatante. perchè mira alla monopolizzazione della produzione mondiale di ogni cosa a basso costo, fatto che costringe i piccoli produttori di prodotti genuini e locali alla cessazione della loro attività.

Prodotti sintetici sono così di moda, la cui produzione non tiene conto dei danni ambientali e di sanità che causano.

Da qui la necessità che i sindacati si uniscano per tutelare i diritti di tutti i popoli, a priori uguali per nascita, ma poi non più nei casi di menefreghismo e disonestà.

Nei sistemi democratici, intendo quelli veri, ogni cittadino ha la possibilità di impegnarsi per migliorare la sua situazione, così che, almeno teoricamente, dall'ultimo gradino potrebbe salire fino al più elevato.

La realtà è purtroppo un'altra.

A parte rare eccezioni, la scalata, anche di soli pochi gradini, della piramide è difficilissima senza l'appoggio di chi è già al potere.

Ne sorge il noto clientelismo, con il quale persone senza merito coprono incarichi importanti non per merito proprio bensì per il permanere al potere delle classi privilegiate.

Da questa prassi ne sorge uno stato inefficiente, ingovernabile, fallimentare.

È ciò che oggigiorno si riscontra e che corrode la democrazia e infine la fiducia del cittadino nei partiti e nello stato.

La EU ne è un chiaro esempio, di come un paese più forte possa accaparrarsi più autorità decisionale e favori a scapito degli altri, come il caso della Germania, anche grazie al suo affiliato Juncker, dimostra.

Dove erano i parlamentari europei italiani nel momento della sua elezione, e dove sono oggi?

L'Italia sta attraversando un periodo difficilissimo, la cui colpa risiede, a mio parere, nella caduta intellettuale, etica e politica dei suoi abitanti.

Sembra che il mondo odierno, con la sua dominante razionale efficienza, non si attenga allo spirito emotivo, facilone e ingenuo dell'italiano.

La sua ingenuità ha del birichino, dietro il quale agisce la furbizia derivante dalla sua forte individualità che lo rende menefreghista e inaffidabile, quando invece dovrebbe essere coerente, intransigente e fiero delle sue eccezionali origini.

Così è la vita: una salita per raggiungere la cima dei successi, felicità e fortuna, per poi ricadere a valle e ritentare, un giorno, nuovamente la scalata.

Ogni popolo ha nel sopra descritto processo la fortuna di raggiungere la cima e con essa la fama nel mondo, così che il fine ultimo di congiunzione globale dei popoli non dovrebbe rimanere un'utopia.

 

 

 
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