Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Editoriali  »  Quisquiglie di novembre 2016, di Renzo Montagnoli 22/11/2016
 

Quisquiglie di novembre 2016

di Renzo Montagnoli



Una sentenza che mi lascia perplesso



Ho sempre un gran rispetto per l’operato dei giudici; il loro lavoro non é certo facile, sempre assillati come sono dal rischio incombente di sbagliare, però devo dire che qualche sentenza mi ha lasciato perplesso. In particolare mi riferisco all’ultima della Corte di Cassazione con cui é stato assolto l’imam di Andria, imputato di aver commesso il reato di terrorismo internazionale di matrice islamica. Che cosa aveva fatto il religioso? Aveva intrapreso un programma di esaltazione del martirio e di incitamento a raggiungere i luoghi di combattimento per conseguire questo obiettivo. Ora, per quanto sia solo in possesso di una parte della motivazione della sentenza, peraltro pubblicata a stralcio in un quotidiano nazionale, ciò che mi lascia basito è il fatto che per i giudici il reato di terrorismo internazionale non é configurabile senza l’addestramento di adepti da inviare nei luoghi di combattimento. In buona sostanza, si può invitare a uccidere, ma se non si fornisce l’arma, se non si istruisce all’uso della stessa non si commette reato di terrorismo. Questa sentenza, che come noto costituisce un precedente per casi analoghi, è estremamente pericolosa perché di fatto sancisce un diritto che non c’é, vale a dire quello di istigare alla violenza per motivi religiosi. Probabilmente hanno influito sulla decisione della Corte gli immancabili bizantinismi, i cavilli giuridici, un’atmosfera di supina accettazione di uno stato di fatto che deve invece essere combattuto severamente. In passato la benevolenza giuridica nei confronti di particolari soggetti tendenti a instaurare un regime di sopraffazione e di violenza è stata foriera di gravi conseguenze, come nel caso di Adolf Hitler, condannato in verità per il tentato colpo di stato di Monaco, ma a una pena irrisoria. Chi minaccia la sicurezza dell’umanità deve, secondo me, essere sanzionato in modo inequivocabilmente severo; non è possibile che a fronte di una minaccia mortale i bizantinismi abbiano il sopravvento.



La punizione divina



Non poco scalpore ha suscitato la dichiarazione del viceministro israeliano Aooyub Kara, secondo la quale il recente terremoto che ha colpito l’Italia Centrale sarebbe il frutto di una punizione divina per la nostra astensione in sede Unesco sulla risoluzione per Gerusalemme. Ovviamente il Governo d’Israele ha porto subito le sue scuse, ma resta il fatto che in una posizione di notevole responsabilità si trova un soggetto la cui mentalità non differisce sostanzialmente da quella dei fondamentalisti islamici. Purtroppo, appena il 30 ottobre, cioè poche ore dopo il devastante sisma, a Radio Maria se ne è sentita un’altra e cioè che l’evento catastrofico era una punizione divina per aver sancito, ope legis, le unioni civili. Anche qui il Vaticano ha preso subito le distanze, ma ciò non toglie che simili atteggiamenti siano estremamente pericolosi e dimostrino che qualsiasi estremismo, anche di matrice religiosa, è un pericolo per l’umanità. Fra l’altro la citata emittente non è nuova a uscite a dir poco infelici, il che dimostra che non si è trattato di un incidente di percorso, ma che lì alligna non tanto il divino, quanto il maligno. Il concetto di un Dio crudele, vendicativo era proprio di epoche passate, di periodi oscuri per l’umanità, in cui l’inquisizione spadroneggiava, ma si vede che anche oggi ci sono uomini animati dal fuoco religioso; essi credono di dimostrare con il loro comportamento una fede che, probabilmente c’è, ma è del tutto distorta. Dio non può essere che amore e non certo violenza e vendetta, che rientrano invece nei pensieri deliranti di esseri che si sentono, a torto, i suoi strumenti.



Un altro palazzinaro



Contrariamente alle previsioni e ai sondaggi il nuovo presidente degli Stati Uniti è Donald John Trump, di cui si dice un gran male; é un razzista, ha una mentalità gretta tipicamente capitalistica, è uno che si è fatto da sé, che ha accumulato una grossa fortuna soprattutto con operazioni immobiliari non sempre trasparenti, considera le donne come un oggetto. Mi ricorda al riguardo qualcuno, ovviamente facendo le debite proporzioni, uno che ambirebbe essere chiamato padre della patria, ma è che è già tanto se non l’ha distrutta. Non voglio, né intendo fare previsioni, preferendo rilevare come l’avvento del populismo - e Trump é un populista - avviene perché il sistema democratico, che è forse il migliore, si è trasformato, ovunque, in uno oligarchico, caratterizzato da immobilismo, corruzione e lontananza dalle reali esigenze dei popoli. Della originaria democrazia é rimasto solo il sistema elettorale e con questo credo che gli americani abbiamo voluto protestare, dare un segno, uno scossone, per avere alla guida del paese qualcuno che sappia interpretare i loro desideri. Come quasi sempre accade in questi casi, però, il voto di protesta è un voto dato male, così che convinti preferendo Trump di trovare un antidoto ai loro problemi, si sono invece bevuti il veleno, come giustamente ha recentemente detto Bauman. Spero di sbagliarmi, ma vedo un futuro incerto e oscuro, un ritorno a tenebre che parevano scomparse, il trionfo di chi ha già troppo e il dolore di chi è sempre stato un sottomesso, dolore accentuato dalla perdita di ogni speranza.

 
©2006 ArteInsieme, « 09103087 »