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  Editoriali  »  Natale 2016, di Lorenzo Russo 21/12/2016
 

Natale 2016

di Lorenzo Russo







Come passa il tempo! Me ne accorgo, soprattutto, quando si avvicina la ricorrenza del Natale.

Mi chiedo, se mi posso definire ancora „Cristiano“ nel suo vero significato di svolta definitiva tesa al superamento delle ristrettezze mentali dell'uomo.

La mia risposta è perplessa e latitante di fronte alle tragedie che ancor oggi succedono, uguali a quelle del passato, alle ingiustizie che sembrano appartenere alla normalità della vita, fino a farmi impressionare e titubare sul senso d'esserlo.

Preferisco dichiarare di non esserlo, tanto per tranquillizzare un po' il mio animo, sempre confuso e timoroso ogni qualvolta mi confronto con gli avvenimenti politici ed economici in atto.

Ma poi mi chiedo in quale stato sarebbe il mondo senza l'annunciazione cristiana, senza le sofferenze subite sulla croce dal povero uomo“Cristo“, da sentirmi solidale con lui e le sue idee, straordinarie ma utopiche perchè contro la natura terrena.

Oggi si sostiene il diritto per ogni individuo di vivere la sua vita secondo le sue credenze e volontà.

Il contrario, insomma, di quando si doveva ubbidire a un capo, pena punizione severa e costrittiva.

Se allora vigeva il controllo sulla vita di ogni individuo per garantire l'unità della nazione, al governo della quale risiedeva un capo, nominato per diritto di nascita invece che per meriti personali, oggi il capo viene eletto dal popolo per un periodo limitato.

Il popolo è diventato così padrone della sua sorte, questo almeno si legge sul testo della costituzione varata da un gruppo di savi, cioè esperti della vita, sui quali il popolo ha posto la speranza di vita migliore.

Il Cristo morto sulla croce predicò verità ispirategli, a suo dire, da un Dio misericordioso verso l'Umanità intera, e testimoniò la sua fede sacrificandosi sulla croce, sebbene fosse stato proprio l'uomo, che voleva salvare, a condannarlo.

Quale contraddizione nel suo agire!

Sarebbe come affermare: uomo sacrificami, perchè io voglio o devo salvarti per volontà divina.

Eppure un qualcosa mi lascia perplesso circa l'esistenza di una forza divina che, dopo millenni di totale assenza, si prende cura dell'uomo, suggerendogli che è arrivato il tempo di vivere un nuovo stile di vita per il quale dovrebbe assumersi compiti evolutivi rivoluzionari.

Da qui ad oggi non noto un qualche notevole e decisivo miglioramento delle condizioni di vita dell'uomo.

Pur considerando che anche un minimo miglioramento richiede un lasso di tempo non riscontrabile in una generazione, bensì unicamente nel continuo susseguirsi di generazioni, mi è chiaro quanto sia difficile giudicare oggi il grado di miglioramento avverato.

Fino ad arrivare allo stato di vita suggerito dal Cristo morto sulla croce, cioè allo stato di vita senza punizioni e tragedie, sofferenze e contraddizioni, dovrà trascorrere moltissimo tempo a venire, sempre che sia addirittura realizzabile.

Di fatto l'odierna situazione nel mondo non offre alcuna valida testimonianza di progresso raggiunto.

Oggi, come allora, si massacra e uccide un dichiarato nemico per predominio personale e o di gruppo.

Si puo', così, pensare che il riferimento a un Dio buono e paterno sia fallito, che non possa esistere in questa forma, in quanto non compatibile con la natura umana.

La celebrazione del Natale non sarebbe allora che una festa onorevole e compassionevole per „Colui“ che ha avuto il coraggio di sublimarsi contro la mediocrità della vita.

Eppure questo „Colui“ non puo' essere venuto per sua volontà, non puo' essere l'apparizione di un pazzo, di un idealista infatuato, bensì di un inviato da una energia superiore con compiti speciali per l'uomo.

Al contrario gli avi depositari della costituzione popolare hanno ben poco a che fare con Lui.

Sono uomini di questo mondo e quindi fallibili e corruttibili.

È tempo che l'uomo si svegli e dimostri che le verità divine sono un vero e proprio incarico a superare la sua mediocrità e ignoranza.

Altrimenti si avverrà il ritorno della „caccia all'uomo“, per sopravvivere in un mondo demagogico e violento.

È ora di riconoscere la differenza tra la volontà del Dio paterno e generoso verso l'uomo e quella squilibrata e irrazionale di chi si crede d'essere un suo inviato, da sentirsi legittimato all'uso di ogni mezzo per realizzare la sua volontà con la forza e il terrore.

Anche se mi è chiaro che il vero senso del cristianesimo non sia ancora realizzabile nella vita dell'uomo, penso che esso possa essere sostenuto con l'uso della ragione, della quale l'uomo è provvisto e che più volte lo ha preservato dalla sua distruzione.

La ragione, in funzione di guida del suo intelletto e intelligenza, potrebbe fargli capire, che è meglio rinunciare al superfluo per provvedere alla sopravvivenza della sua specie, piuttosto che combattere continuamente guerre che mai migliorano il mondo.

La ragione potrebbe fargli capire che il tempo della prolificazione senza controllo dovrebbe essere finito, come anche finito dovrebbe essere lo sfruttamento del pianeta per soddisfare l'avidità di pochi a scapito di tutti gli altri.

Potrebbe anche fargli capire che dovrebbe essere compito di ognuno impegnarsi con tutte le sue capacità per realizzare un mondo pacifico e libero.

E qui intendo, anche, che ogni erogazione d'aiuto effettuato abbisogna di un riscontro da parte del beneficiario, per cui dovrebbe essere suo obbligo impegnarsi a migliorare la sua precaria situazione attivando le proprie energie creative delle quali è provvisto ogni uomo, di modo che anche lui sia una volta in grado di aiutare chi fosse colpito dalla sfortuna come egli stesso fu aiutato.

Anche tutto ciò è cristianesimo ed è realizzabile con un progetto mondiale di sviluppo educativo ed istruttivo, nel quale ogni cittadino ricopra un ruolo specifico secondo il grado formativo raggiunto.

Una società sviluppata in questo senso avrebbe un futuro certo e felice e darebbe all'annunciazione cristiana l'impronta dell'origine divina dell'uomo.

L'idealismo, quale forza creativa, abbisogna della ragione, affinchè non si perda nel labirinto della logica limitata di questo mondo.

In questo senso auguro ai lettori „Buon Natale“.












 
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