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  Editoriali  »  Quisquiglie di Gennaio 2017, di Renzo Montagnoli 14/02/2017
 

Quisquiglie di Gennaio 2017

di Renzo Montagnoli





Trumpeggiare


Era tutto nel suo programma elettorale e, si sa, le promesse dovrebbero essere mantenute, e in questo senso Trump è un uomo di parola.

Costruirò un muro fra Stati Uniti e Messico” e infatti sono già iniziati i lavori.

Occorre mettere un freno all’immigrazione.” ed ecco la famosa contestata legge nei riguardi degli emigranti di sette paesi arabi.

Basta delocalizzare.” e qui non ci siamo ancora, ma si presume che verrà posto un forte dazio alle importazioni.

Uomo di parola, quindi, il nostro Trump e che piace agli americani, stufi di una classe politica che si basa sull’autoreferenzialità e ormai lontana dalla realtà del paese. É il desiderio dell’uomo forte a cui affidare le proprie sorti, un desiderio che serpeggia un po’ ovunque nelle democrazie occidentali, anche da noi. Purtroppo, l’esperienza insegna che il cosiddetto uomo forte promette tanto, anche quello che non può realizzare, e che finisce quindi nel tempo con il trasformarsi in un incubo, come accadde per Mussolini, per Hitler ed altri meno noti emuli. Certo, la democrazia non é perfetta, ma allo stato è ancora il sistema migliore; quando però degenera, quando la classe politica non è più rappresentativa lo sbocco, quasi inevitabile, è una dittatura, a volte soft, più spesso dura. L’uomo forte é solitamente egocentrico, dotato di modeste capacita, ma grazie al potere che si ritrova finisce con il convincersi di essere un genio ed è allora che casca l’asino, perché si permette di fare qualsiasi cosa, perfino di autodistruggersi, coinvolgendo nella tragedia anche i sudditi. Speriamo che a Trump non sia permesso di imporre sempre la sua volontà, per il bene degli americani e per quello dell’umanità.



Chi parla troppo, sbaglia spesso


La parabola di Renzi dimostra che prima di parlare bisogna pensare bene e che è meglio essere concisi, ma capaci. Purtroppo la capacità è qualche cosa di innato e mi pare che a Renzi faccia difetto, mi ricorda uno studente che all’Università era un fiume di parole per nascondere la sua pochezza. Adesso, dopo l’esito infausto del referendum, cerca di tornare in sella, a costo di dividere anche il suo partito, il PD, che non brilla, come del resto gli altri, per capacità dei suoi dirigenti. Dobbiamo metterci in testa che i nostri politici sono quasi tutti di modesta levatura, lontani dalla realtà, litigiosi, almeno in apparenza, incuranti di vivere su un Titanic che va affondando. Il rimedio? L’uomo forte, ma costui fa parte di quella classe e non è che dando i pieni poteri a una persona che si risolvono i problemi, no, quelli si risolvono solo con uomini capaci e onesti. Il vero dramma è che è difficile trovarne.



Incriminato per eccessiva generosità


In Italia succede di tutto e così può capitare che i legali di Silvio Berlusconi, rinviato a giudizio per corruzione di testimoni, non trovino di meglio di dire che è stato incolpato per eccessiva generosità. Certo, generoso lo è stato, ma non in modo disinteressato, perché le beneficiarie delle sue cospicue elargizioni sono state le “olgettine” che dovrebbero testimoniare nel giudizio per i suoi festini, anche con minorenni. Altri episodi di generosità non ne vedo, o meglio i beneficiari, anzi le beneficiarie, sono sempre state donne giovani e belle. É mai accaduto che Berlusconi abbia soccorso una signora anziana e in difficoltà; a onor del vero, all’indomani del terremoto dell’Aquila, aveva promesso di ospitare nelle sue numerose ville una parte degli sfollati, ma nessuno ne ha usufruito, perché, guarda caso, tutte le dimore signorili erano diventate inabitabili per lavori di manutenzione. Se penso che un tipo così é stato Presidente del Consiglio per diversi anni, mi chiedo come la gente abbia continuato a votarlo, e allora mi viene in mente una massima che recita che non ci sarebbero i furbi se non ci fossero gli stupidi.



Laureandi analfabeti


E’ un grido di dolore quello che viene da molti docenti universitari: la maggior parte dei loro studenti é incapace di scrivere correttamente, commette degli errori grammaticali che già sarebbero da considerare gravi alle elementari. E poi difettano di fantasia, anche perché leggono poco o niente, tanto che viene da chiedersi che ci vanno a fare tutti quei giovani ai vari festival letterari. La situazione è certamente allarmante, ma non è una novità, anche se in questi ultimi anni si è registrata una particolare accentuazione del fenomeno. Al riguardo, mi capita di leggere sui giornali delle autentiche perle, perché quel che difetta non è solo la grammatica, ma pure la sintassi; non bastasse questo, molti sembrano incapaci di costruire un discorso logico, cominciano bene, ma poi si perdono per strada. La colpa di ciò è di tanti, indubbiamente della scuola primaria, ma prevalentemente dei genitori, per lo più incapaci di costruire un dialogo collaborativo con i figli. Tutto ciò non lascia presagire nulla di buono, perché la vera libertà, quella di pensiero, la si ottiene solo attraverso la cultura; quelli che vi rinunciano sono facilmente influenzabili, l’ideale per chi voglia arrivare al potere o intenda conservarlo.

 
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