Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Editoriali  »  Domande in attesa di risposta, di Renzo Montagnoli 11/12/2017
 

Domande in attesa risposta

di Renzo Montagnoli



E’ da un po’ che mi frullano nel cervello, sono tutte domande a cui cerco invano di dare una risposta certa. Visto che da solo non ci riesco, chissà se c’è qualcuno di voi in grado di aiutarmi. Preciso, anche, che sono un po’ alla rinfusa, nell’ordine in cui bussano alla porta della mente.


Immigrati


Perché c’è tutta questa orda di individui che entra in casa nostra? Quali sono i motivi che spingono questa gente a fare dei viaggi avventurosi e quali gli scopi? Perché i nostri governanti, che di certo non sono generosi, sono così ben disposti ad accoglierli?

Comprendo che il tema è di grande attualità, ma a me sembra che se accogliamo qualcuno in casa nostra il capo famiglia dovrebbe spiegarci almeno il perché e chiederci se siamo d’accordo. La storia che si tratta di gente che fugge dalle guerre non sta in piedi, poiché in tal caso lo status di profugo non spetterebbe a più del 5% di quelli arrivati; con tutta probabilità si tratta di persone che vengono per motivi economici, fra i quali il fatto di essere mantenuti da noi. Spesso non sappiamo con chi abbiamo a che fare e nella massa si nascondono delinquenti comuni, terroristi, individui portatori di malattie contagiose (e non posso credere a quanto dicono gli organismi ufficiali a proposito del problema sanitario, e cioè che chi arriva è sano ed è plurivaccinato; non è vero, non possono sapere se è sano, fino a quando non lo hanno sottoposto a diverse visite e poi è impossibile che si siano sottoposti a tutte le vaccinazioni a cui noi siamo soggetti, vaccinazioni che sono aumentate di numero in concomitanza con il consistente incremento degli ingressi; al riguardo, sembrerebbe che io non abbia fiducia nelle autorità preposte ed è vero, perché l’esperienza insegna che ci hanno sempre comunicato quello che volevano farci credere).

Non ho nulla di personale nei confronti degli immigrati, ma credo che mettendosi proni davanti a loro, come sta invece accadendo, la nostra civiltà, già agonizzante per la corruzione dilagante e il menefreghismo imperante, riceva il colpo di grazia.


Terroristi


Continua ad accendersi come una lampadina ed è un dubbio, atroce. Questi terroristi islamici, insensibili non solo alle vite altrui, ma anche alla propria, come mai colpiscono solo degli anonimi, fra i quali non di rado figurano dei musulmani? Come mai cioè non attentano alla vita dei potenti, dei capi di stato? E’ più clamoroso eliminare un primo ministro di un paese occidentale che 50-60 ignari cittadini dello stesso paese; ripeto, non capisco questa ratio.


Nostre missioni all’estero


Eufemisticamente chiamate missioni di pace ci vedono impegnati con costi per niente indifferenti e tipico è il caso dell’Afganistan dove, insieme con gli americani, stiamo sprofondando in un pantano da cui prima si esce meglio è; eppure, soprattutto i soldati degli Stati Uniti dovrebbero aver capito che là non si può vincere, come è già accaduto per gli inglesi e per i sovietici. Questa pretesa di imporre la democrazia mi pare una fregnaccia, tanto più che i talebani, stranamente, sono impegnati anche a combattere contro lo Stato islamico, oppure forse non è così strano. Intanto, così, facciamo lavorare le industrie delle armi, che portano denaro a pochi e sventure a tanti.


Natale


Il Natale è la più grande festa cristiana, con cui si celebra la ricorrenza della nascita del Salvatore; è quindi una festività gioiosa che dovrebbe essere sentita in particolar modo da tutti. E invece, da un po’ di tempo, è diventata il Festival del consumismo, ha perso il suo aspetto religioso, insomma è diventata una festa civile, anche se questo continuo consumare per poter produrre denota ben poca civiltà. Ricordo i Natali di quando ero bambino, con la guerra finita da poco e l’Italia ancora distrutta; mancavamo di tutto, si lottava per sopravvivere, ma il Natale permeava tutti di un senso di pace, infondendo fiducia nell’avvenire; si facevano scorpacciate a tavola, perché gli altri giorni non è che si mangiasse molto, ma le famiglie riunite, il suono delle campane, la messa erano l’occasione per una religiosità non di maniera, insomma sentivamo chiaro in noi che il Natale non era un giorno come tutti gli altri. Oggi, invece, non è che una tappa della continua rincorsa al consumo sfrenato. Perché è accaduto tutto questo, perché ci siamo inariditi?


Gruppo Bildenberg


Che cosa fanno, che cosa decidono quando si incontrano a porte chiuse? Ho la sensazione che tendano a determinare le vite degli esseri di questo pianeta, che provochino sconquassi finanziari ed economici, che alimentino guerre. Fra l’altro, non sono l’unico a pensare così e resta comunque sempre un’ulteriore domanda: perché non è possibile la presenza di osservatori esterni? Se non complottassero, come invece temo, dovrebbero aprirsi al mondo.


Situazione italiana


Perché i politici non fanno nulla per impedire la decadenza del nostro paese, anzi sono largamente responsabili di ciò? E’ certo che rispecchiano gli elettori, cioè noi italiani, un coacervo di individui che in 150 anni non è mai riuscito a cementarsi in una forte identità nazionale e se una nazione non è una nazione compatta non si può poi pretendere che uno stato possa progredire. E allora, perché siamo incapaci di diventare una Nazione?


Sostenitori


Mi piacerebbe sapere perché i sostenitori di Berlusconi continuano a credere alle sue promesse, vista l’esperienza maturata? E il bello è che sono pronti a giustificare la mancata concretizzazione delle promesse precedenti con ragionamenti astrusi e al di fuori di qualsiasi logica, denotando una deformazione mentale che è propria dei tifosi accaniti, incapaci di valutare, per quel che è, il loro beniamino. E’ evidente che con gente così l’Italia non andrà mai avanti.





 
©2006 ArteInsieme, « 09110616 »