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  Editoriali  »  Il mondo dell'editoria 04/05/2006
 

Il mondo dell'editoria

 

Quando ho avviato le interviste alle case editrici ho deciso di rivolgermi alle aziende di piccole dimensioni, perché, normalmente, anche per la difficoltà di avere nei loro cataloghi autori affermati, si aprono agli esordienti, o comunque ad artisti meno noti.

Hanno quindi un'importantissima funzione sociale: far emergere dall'anonimato eventuali talenti altrimenti impossibilitati a farsi conoscere.

Considerato il numero rilevante di queste realtà editoriali mi sono limitato a interessare all'intervista una ventina di editori, scegliendo fra quelli di cui io, o altri, abbiamo una conoscenza diretta per aver visionato alcune opere in catalogo.

Lo scopo dell'intervista era duplice: da un lato far conoscere ai lettori, e anche agli aspiranti scrittori, queste imprese che spesso procedono fra mille difficoltà e dall'altro contribuire alla loro visibilità con una sorta di pubblicità indotta, senza aggravi di costi se non la perdita, limitata, di tempo per rispondere alle domande.

Dopo 40 giorni che è stato avviato questo lavoro devo purtroppo rilevare che all'appello hanno risposto solo 5 editori, vale a dire appena il 25% degli interpellati. Nel ringraziare coloro che hanno risposto ritengo allora doveroso cercare di comprendere perché gli altri si sono negati.

Ho riflettuto a lungo, ma non sono riuscito a pervenire a una conclusione logica diversa dalla “pigrizia” che affligge la gran parte della realtà editoriale italiana.

Forse è una soluzione semplicistica, ma assicuro che non ne vedo altra. E allora perché questa pigrizia? E la risposta deriva dalla scarsa imprenditorialità, fenomeno peraltro comune anche al mondo industriale. In un'epoca di costanti crescenti cambiamenti i piccoli tendono a una cristallizzazione della loro attività, come se quella minuscola porzione di mondo che si sono ritagliati fosse al di fuori delle logiche del tempo, al punto tale da rinunciare anche a un po' di pubblicità gratuita.

Per questo motivo è doveroso rendere merito a Prospettivaeditrice, a Il Foglio Letterario, a Delos Books, a Deinotera Editrice e a Traccediverse che, con tempestività, si sono rese disponibili a rendersi partecipi di un'iniziativa, se vogliamo in parte velleitaria, ma comunque di reciproca utilità.    

 

 

 

 
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