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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Fragranze notturne di Fabrizio Corselli 26/05/2006
 

Nelle profondità dei fiammeggianti boschi

di desiderio ardente, possibile è ascoltare

la tua esuberante fragranza,

spargersi come profumo di donna

violata da un effimero bacio.

 

Osserva la tua Castità sanguinare!

 

Florilegio di pervertiti pensieri,

d'appassita sete infesti il nostro animo

come edera rampicante di ree velleità agresti;

e i limpidi toni che non ho mai udito

ora sussurrano, in onor del nostro amore,

i più reconditi segreti ai fruscii autunnali!

 

Reclamo Te! Oh Nera Rosa!

 

Il peso della tua fragrante seduzione copre

le terre naturali:

come le acque fluenti

scivolano tra i sogni dei suoi abitanti,

come i sogni infestano la mente di colui

che langue per la carezza di un dolce ricordo.

 

Forse un pianto, una lacrima soltanto può

addolcire le eterne paure del mio passato,

un vicino presente.

 

Il ricordo di antichi amori!

 

Ti appresti ad aprire i tuoi neri petali

come fiamme dell'Inferno, per relegare

nell'oblio del tuo gineceo

le mie innocenti colpe.

 

Esse cadono…

precipitano…

come anime maledette

in quel ciclico e focoso rimestiarsi

di vellutati peccati umani.

 

La senti?

Più la notte si avvicina,

più vado giù sol con mio peso,

La vedi?

La notte è strana,

e ancor più vado giù,

adesso le temo, le oscure stelle

che in Zefiro s'innalzano.

 

Solo ora scorgo la mia dannazione

estinguersi nel nero incendio

delle tue fosche passioni amorose,

solo ora lei scorgo stemperarsi nel freddo

buio dei tuoi lacrimosi petali, e…

 

solo ora scorgo soavi dissonanze

d'intrinseca musicalità romantica,

espandersi chiare e suasive.

 

Ma al passaggio della tua essenza

più non esisterà l'arcobaleno, i suoi colori

si dipaneranno come un gomitolo

di lana e le sue stillate parole bruceranno

eternamente i miei sensi, la luna

si scioglierà in una pozza di mercurio e…

 

…noi complici amanti, sedurremo

i nostri aneliti distaccando da quel fiore

ogni madido petalo della presente vita,

fin quando il nero manto della notte

lo avrà fagocitato, rimanendo di esso

solo un dolce respiro nell'aria.

 

E noi condivideremo lo stesso destino!

 

Cavalcando della Notte i rugiadosi

petali, cullati tra le sue sospirate ombre,

tra i suoi silenti pensieri, solo ora vedo

divenir aspra e funebre ode di quel mio

cieco onor ratto, il tuo seducente effluvio…

lasciando in pegno a quella reietta invidia,

l'odore della nostra passione!

 

 

(da I Giardini di Orfeo, Edizioni Laboratorio Giovanile, 2001)

 

 

 

 

 

 

 
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