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  Scritti di altri autori  »  Narrativa  »  L'aspettava, di Giovanna Giordani 23/12/2018
 
L’aspettava

di Giovanna Giordani



L’aspettava. Inconsciamente. La sua comparsa, lo sapeva da sempre, era come un balsamo. Un balsamo gratuito e ineguagliabile, per le ferite dell’anima.

La vita, si sa, è sempre un’ attesa. L’attesa di cosa? Della felicità, naturalmente.

Mentre camminava, si alzò un forte vento che le schiaffeggiò il viso. Si riparò avvolgendo la sciarpa fino a coprire ben bene anche il capo. - Come una Madonna - disse sorridendo fra sé. Poi continuò, accelerando il passo.

Quante volte aveva compiuto quel gesto nella sua vita. Proteggersi dal vento che le schiaffeggiava il viso. E com’era riconoscente allo stesso quando smetteva il suo turbinare lasciandola continuare il suo cammino senza ostacoli tangibili. Così continuava speranzosa la sua vita. Sì, perché lei era un’ottimista. E si ripeteva sempre che la vita è un bel mistero che vale la pena di vivere, nonostante tutto.

Il Natale era alle porte con tutto il suo carico di sacro e profano e le giornate ne erano ineluttabilmente impregnate.

L’aspettava. Sarebbe giunta come una musica dalle note carezzevoli che dolcemente avrebbero invaso la mente raggiungendo velocemente il cuore, sempre assetato di bellezza. Il Natale era il periodo preferito per il suo arrivo.

Il vento si stava allontanando e lei sollevò il viso verso il cielo. Proprio in quel momento sentì che si stava avvicinando, ne intuì il passo leggero, e intravide la trasparenza del suo mantello. Quanta gioia! Assaporò i suoi baci delicati sul viso e si fermò in un muto ringraziamento per i suoi abbracci leggeri. Giunse davanti alla porta di casa, ma la nuova arrivata non volle entrare. - Non andrò lontano – sussurrò – se entrassi morirei, il mio posto è all’aperto, qui fuori, dove i nostri occhi s’incontreranno e parleranno per noi -.

Era dunque lì, vicina, sempre fedele e splendida. Si scambiarono sguardi colmi di complicità.

Le separava un vetro sottile, ma nulla ostacolava il loro felice muto dialogare. A lei poteva aprire il cuore, si sentiva compresa. L’ascoltò, lasciando che calamitasse il suo sguardo rapito, come in un’estasi. Tutto questo avrebbe avuto breve durata, lo sapeva. Ma nessuno, ne era sicura, avrebbe saputo donarle quei momenti idilliaci, unici, carichi di lieto turbamento e di magia dove passato e presente si eclissavano in favore del misterioso fascino carico di pace che giungeva da chissà quali lontananze portato con ineguagliabile leggerezza da quella meravigliosa... neve.


 
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