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  Scritti di altri autori  »  Narrativa  »  La magia della matematica, di massimolegnani 21/09/2019
 
La magia della matematica

di massimolegnani



La magia dei numeri, ragazzi, imparate ad amarla. La loro perfezione che si svela lentamente, i nodi che si sciolgono ad uno ad uno, i passaggi come una partitura e poi la corsa focosa verso la soluzione. La matematica è una musica compiuta, ascoltatela, seguitela.

Il professor Astori cercava di spronare in questo modo i suoi allievi, dopo aver assegnato loro alcuni esercizi. Maria Elena lo ascoltava e non capiva. Non percepiva alcuna magia, non sentiva alcuna musica, i numeri che aveva davanti erano allo stesso tempo concretezza nuda e mistero nebuloso, magia assolutamente no. Sollevò di poco lo sguardo e fissò la schiena china di Riccardo che gli stava davanti. Gli contò le vertebre che sporgevano sotto la maglietta tesa, provò tenerezza per la fatica curva a cui si sottoponeva il suo compagno e s’incantò ai guizzi nervosi dei suoi muscoli. 
Non ti muovere gli disse in un soffio piegandosi in avanti, come avesse trovato la posizione ideale per copiare. Finalmente la sua matita prese a correre sicura sul foglio. E il volto della ragazza andò rischiarandosi a mano a mano che il suo tratto si faceva più febbrile. Ogni tanto sollevava lo sguardo dal foglio guardava verso il dorso di Riccardo e subito riprendeva il lavoro. 
Gambotto, se hai già finito e controllato il risultato, consegna, per cortesia. Non vorrei che gli altri copiassero da te. 
Maria Elena si alzò e andò alla cattedra porgendo il compito. 
E questo cos’è? Chiese allibito il professore, mentre rigirava tra le mani il foglio di protocollo interamente occupato da uno strano, affascinante disegno, una specie di spicchio di mare mosso ripiegato su se stesso e sormontato da un albero tozzo e frondoso. 
È Riccardo Carletti visto di schiena mentre cerca di risolvere il compito.
Ma, mi stai prendendo per i fondelli? 
No prof. Capisco che non è facilmente riconoscibile, ma io lo vedo così. 
Non sto discutendo sulla verosimiglianza del disegno, caspita! Tu dovevi risolvere tre integrali, dove sono? 
Oh prof, stamattina lei mi ha fatto capire che la matematica non fa per me. Sì, sono bravina, perchè mi applico, ma i numeri mi sono estranei. È il disegno la mia musica, la mia magia. E oggi, grazie a lei, ho deciso. Lascio lo scientifico e m’iscrivo all’istituto d’arte.
Maria Elena infilò i libri nella sacca e si avviò all’uscita. 
Non se la prenda prof. Lei mi era anche simpatico, ma la magia è la magia.

 
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