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  Scritti di altri autori  »  Narrativa  »  Il ciliegio, il Sakura e il senso delle cose, di Gloria Venturini 19/12/2020
 
Il ciliegio, il Sakura e il senso delle cose

di Gloria Venturini


Mondo di sofferenza:

eppure i ciliegi / sono in fiore.


(Kobayashi Issa)


Dal 2015, anno in cui ho avuto un intervento al seno a causa di un carcinoma, mi sono prefissata di fare un viaggio “importante” una volta all’anno, una corsa al di fuori dal tempo e dallo spazio della mia consueta contemporaneità, per vedere i colori di diverse civiltà, annusare l’odore di altri mondi, assaporare differenti sapori, riempire la mente, le conoscenze, tutta la mia anima.

Quest’anno, il famigerato 2020, la mia meta era situata in un punto tosto del Giappone: Tokio.

Già sognavo d’ immortalare l’Asakusa, la città bassa e la policromia dei kimoni indossati dalle ragazze. Il Mori Tower, il grande grattacielo nel distretto di Rappongi. I musei, santuari e templi di Ueno, il posto d’eccellenza della cultura nipponica. Tuttavia, il vero motivo che mi aveva suggerito quell’itinerario, riguardava il parco di Inokashira e un desiderio tutto mio, essere presente durante la stagione dell’hanami (ammirare i fiori), muovermi sul laghetto con la barca a forma di cigno, sotto un cielo fatto di fiori di ciliegio, d’azzurro e di lanterne rosse, puntini di luci che si confondono con le stelle illuminando la notte. Ed ecco che m’immagino sommersa da una nevicata di petali bianchi e rosa che mi solleticano il naso, il Sakura (fiori di ciliegio) in una danza che s’inchina ai piedi di madre Natura. Sakura è un fiore bellissimo, ma dura poco, nella cultura giapponese è paragonato ai Samurai, i guerrieri possenti dalla vita magnifica e importante, ma sempre pronta a finire nel momento di più intensa vigoria. Sono sempre stata affascinata dal sapere orientale.


Ricordo che da bambina adoravo fare lunghe passeggiate con la nonna lungo l’argine del canaletto, costeggiava il paese e delimitava le campagne. Mi raccontava di quanto ogni fiore fosse differente dall’altro, dell’imponenza delle radici della quercia, del legno bianco dei pioppi, ed io, con gli occhi sgranati, osservavo in modo chirurgico ogni minimo particolare della vegetazione rigogliosa.

Amavo tutte le stagioni, ciascuna aveva qualità uniche e tutte erano utili.

La primavera simboleggia la rinascita, il primo respiro. La fioritura sugli alberi da frutto è la gestazione di ciò che coglieremo poi. Nell’aria il profumo dei fiori è la fragranza della vita e il disperdersi dei pollini la rigenerazione. È la stagione del mattino, la creazione di nuove melodie e l’odore dell’erba baciata dalle farfalle è semplicemente incanto.


Nel cortile dietro a casa mia c’è un albero di ciliegio, mi accompagna da anni nel valzer delle stagioni, come un maestro della natura mi insegna la vita nelle piccole cose, che alla fine, sono le più importanti. Ed ecco che le debolezze diventano i miei punti di forza. Mi rendo conto che modificarsi è possibile, basta guardare il mondo con occhi nuovi ogni giorno.

Faccio un sacco di similitudini, mi aiutano a stare meglio. Affermo tra me e me che non serve fare il Don Chisciotte in ogni situazione che il destino ci presenta, ma che il vero coraggio sta nell’accettazione degli eventi, e proprio lì c’è il segreto per cambiare ogni respiro della propria vita e costruire sé stessi, creando relazioni forti e profonde, vere e sincere dove poter adagiare il cuore.

Il ciliegio è un albero robusto, rappresenta il guerriero samurai, eppure i suoi fiori sono fragili, basta una folata di vento per strapparli dai rami. La fioritura dura poco, ma la bellezza che si sprigiona in una manciata di giorni è indicibile, unica e ogni volta irripetibile.

La vita è una cosa meravigliosa in ogni stagione e ogni minuto è prezioso.

Vivi qui e ora,” sembra dire l’albero “nel presente, godi di ogni singolo istante e fallo adesso, ricorda, adesso è il giusto momento”.

Guardo i fiori che cadono per lasciare il posto alle ciliegie, ai frutti gustosi, ai nuovi inizi!

Una fine fornisce il seme per un nuovo ciclo, perpetuo, come il reiterare delle stagioni, è un cambiamento piacevole, lasciando così che tutto sia.

Il tempo e le attese rinforzano le emozioni, le consolidano, dissolvendo i sentimenti superficiali.

Le forzature vanno contro corrente e cercare di controllare ossessivamente il destino non serve, tanto i fiori sbocciano comunque tutti gli anni. La certezza più grande risiede in noi e si trasmette attraverso le parole e i fatti per sbocciare dalla cornucopia dell’amore.

L’amore ha molteplici tinte, infinite sfumature. Il bianco del fiore di ciliegio esprime la purezza, insegna ad accettare candidamente le emozioni. Il rosso delle ciliegie rammenta la passione, la vitalità, l’assaporare ogni momento di libertà, di complicità, essere ciò che si è, donando e permettendo l’autenticità, la genuinità e la gratitudine. Offrire la propria persona senza vincoli.

Il verde delle foglie rappresenta l’amore profondo e incondizionato, la saggezza, l’empatia tra le anime. Amare vuol dire donare, sperimentare nelle relazioni e cercare l’equilibrio della bilancia della vita. L’amore è la libertà di scelta consapevole, perché nulla ci appartiene.

Il ciliegio, come il tutto, flora e fauna, appartiene alla terra, al sole, alla natura, all’universo.

Questo m’insegna che non si può perdere niente e nessuno, proprio perché niente e nessuno è nostro. Ogni giorno si sceglie la qualità di energia con la quale si vuol vivere, come l’albero dona il profumo dei fiori, i suoi frutti, cerco di condividere la vita con tutto l’amore che posso e che sono capace. Lasciare andare ciò che non mi appartiene, le insoddisfazioni e i disagi, tendere le braccia come i rami di ciliegio verso il sole, questo significa essere il cambiamento, togliersi di dosso il fare le stesse cose, per dissolvere i lividi delle nuvole caliginose.

Aspetto fresche fioriture per altre prime primavere nel cielo di ogni giorno.

Un respiro profondo, anche se si è nel cuore dell’inverno, per dare spazio ad aria nuova e lasciarsi conquistare dal profumo dei fiori per nascere ogni giorno alla vita, al domani, come fosse sempre un eterno appuntamento d’amore.



 
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